Ruvioli: «Lavorare sul positivo. Autorizzati dal 15 gennaio»

26 DIC 24
Ultimo aggiornamento: 20:3016 MAG 25
Tradotto con IA
Versione italiana
Immagine di Ruvioli: «Lavorare sul positivo. Autorizzati dal 15 gennaio»
L'imprevedibile scatena il meglio di noi. Non sempre, per la verità. Spesso ferisce, scarnifica, immobilizza. A volte, però, è una paradossale marcia verso una versione più bella di quello che siamo. Nella storia di Filippo Ruvioli – almeno in quella parte che ho conosciuto più direttamente – c’è un imprevedibile che non lo ha annientato. Gli ha bruciato dentro come una colata lavica che fa su e giù nello stomaco, gli ha fatto sputare qualche “ostia” (parecchie, anzi) tutte le volte che serviva sputarle. Ma poi.
Ma poi, lui si è messo a lavorare «solo sul positivo che c’è». E quello che Filippo aveva e continua ad avere di positivo oggi, sono i suoi due figli (non solo, ma in primis): Sebastiano e Orlando. E in più, tutto quello che Silvia Braga, sua moglie, ha seminato in ognuno di loro prima di andarsene. Il resto, «la negatività per quello che non c’è», va abbandonata il prima possibile.
Anno 2015, nasce la fondazione “Occhi azzurri”. Anno 2024, si inaugura il centro Cr2 Sinapsi, nel parco del Morbasco. In mezzo c’è un imprevisto grosso come l’Everest, perché ti viene a mancare la madre dei tuoi figli, e qui non ci sono metafore sufficientemente efficaci. «Silvia aveva due caratteristiche – dice Filippo –. Era forte come una pianta e delicata come un fiore»...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 9 GENNAIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT