«Niente controlli»

5 DIC 24
Ultimo aggiornamento: 18:29 | 16 MAG 25
Immagine di «Niente controlli»
Muoversi in bici è come scendere in trincea. Una lotta lunga un intero tragitto, dalla partenza alla chiusura del lucchetto alla catena, contro imprudenza e distrazione costante: di mezzi più veloci, più grandi, più invadenti. I tuoi simili-motorizzati (leggi monopattini o due ruote con pedalata assistita) ti sopravanzano, ti fanno “il pelo”. Tu e la tua innoqua “Ciby Bike” siete l’ultimo anello della catena della mobilità urbana: anche i pedoni corrono meno rischi muovendosi in città. E tutto quello che di nuovo è stato introdotto nel Codice della strada non diminuisce i livelli di pericolosità. Anzi. «Questa riforma non porta alcun vantaggio», dice secco Piercarlo Bertolotti, presidente F.i.a.b., Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. La differenza di approccio e di obiettivo è sostanziale: «Noi chiediamo più controlli, non più sanzioni». Ad esempio. «Negli ultimi 15 giorni abbiamo già scritto quattro volte in Comune per la situazione da dementi che c’è in corso Garibaldi sull’angolo di via Villa Glori». Quale situazione? «C’è un’area con lavori in corsi che è diventata un’area di parcheggio. I ciclisti e i pedoni si trovano un ostacolo, devono attraversare contro-mano e le parti rientranti dell’impalcatura sono diventate soste di macchine e camion, impedendo il passaggio alle persone». (...)
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