«Ecco il nostro impegno»

14 NOV 24
Ultimo aggiornamento: 18:29 | 16 MAG 25
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lnfrastrutture, il nodo più complicato di sempre. Per il nostro e per qualunque territorio. Eppure, dai collegamenti su ferro, gomma e acqua dipende lo sviluppo economico e sociale di ogni area. Realizzarli, tuttavia, apre a difficoltà di ordine economico, burocratico e di consenso. Se far calare dall’alto l’avvio di un’opera senza acquisire il parere - e le eventuali richieste di modifica - di chi rappresenta direttamente un territorio, è un errore grave, sedersi ad un tavolo e comporre la volontà di tutte le parti arrivando ad una decisione condivisa, richiede sforzi enormi e tempi lunghissimi, talvolta “biblici”. Gli altri grandi ostacoli si chiamano risorse e burocrazia, scarse le prime, abbondante la seconda. Che fare? Innanzitutto, non demordere. E continuare un confronto interistituzionale che allinei le volontà e le forze di tutti gli attori in gioco, compresi i sistemi economici. Nel Masterplan 3C si certifica attraverso numeri impietosi - che per la verità andrebbero aggiornati in senso peggiorativo - una perdita economica per il nostro territorio pari a 160 milioni di euro all’anno (vedi box in alto) causata dal mal funzionamento (o non completamento) delle 8 infrastrutture ritenute prioritarie per Cremona e la sua provincia.
Nelle pagine del nostro Focus facciamo il punto della situazione con alcuni interlocutori che hanno voce in capitolo sulle decisioni più importanti. A cominciare dal viceministro delle Infrastrutture, Edoardo Rixi.
Viceministro, il Comune di Cremona chiederà che la strada urbana a doppio scorrimento (definita comunemente “tangenziale”) che circumnaviga ad est la città, realizzata per evitare l’attraversamento dei mezzi pesanti, passi in gestione all’Anas. Potrebbe essere una soluzione oggetto di confronto?
«Il Ministero dei Trasporti ha già avviato una serie di valutazioni preliminari. L’obiettivo è quello di migliorare la mobilità, in particolare per i residenti nel centro abitato di Cremona e - al contempo - consentire eventuali interventi di ampliamento e riqualificazione della strada. Questa soluzione potrebbe quindi essere oggetto di un confronto con le autorità locali per valutare la fattibilità e le modalità di trasferimento della gestione a Anas».
Tra i tanti dossier aperti che interessano il nostro territorio c’è l’autostrada Cremona-Mantova, la cui realizzazione è legata al raccordo autostradale Tibre. Se questo non parte, l’autostrada rimane un sogno. A che punto siamo? Possiamo sperare che la situazione si sblocchi e si compia il primo passo verso un’infrastruttura che Cremona aspetta da anni?
«L’esecuzione dell’intero collegamento autostradale Tirreno-Brennero era incluso originariamente nella concessione stipulata con la società Autocamionale della Cisa. Prevedeva l’esecuzione di una nuova tratta autostradale per un’estensione di 184 km, con un contributo pubblico di oltre 1 miliardo di euro. L’assenza di risorse pubbliche ha comportato, nel 2011, l’esigenza di rivedere la convenzione relativa alla A15 mediante uno stralcio funzionale di 9,5 km da Fontevivo a Trecasali. Attualmente il Mit ha avviato un confronto con la Regione Lombardia per valutare soluzioni progettuali sulla prosecuzione dell’autostrada sino al (...)».
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