«Abbiate fiducia»

Rivendica la rapidità e l’efficacia di Regione Lombardia nell’arginare un virus che in Cina, ancora oggi, costringe all’abbattimento di milioni di capi. Assicura allevatori e agricoltori cremonesi che si sta facendo «il massimo, insieme all’Ue, per liberare le zone di restrizione dal giogo e dalla speculazione verso le carni valorizzate al ribasso». La Peste suina, insomma, è nel mirino della giunta lombarda da sempre, da subito. Alessandro Beduschi, assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, rilascia questa intervista nei giorni in cui si trova in Grecia, dove l’assemblea plenaria di Arepo (Association of European Regions for Products of Origin) lo ha nominato nuovo presidente.
Regione Lombardia ha stanziato recentemente 3,9 milioni di euro per difendere gli allevamenti suinicoli. Sono sufficienti? Cosa è indispensabile, ora?
«Abbiamo stanziato svariati milioni di euro in più bandi, per aumentare la consapevolezza di agricoltori e allevatori che serve alzare l’asticella della sicurezza a livelli estremi. Il virus non concede repliche e va contrastato con una condotta etica e professionale apicale. Poi c’è la parte umana. Servono atteggiamenti rigorosissimi, quasi militari, nella gestione dei propri allevamenti, perché si possono stanziare miliardi di euro ma le condotte negligenti o superficiali vanificano gli investimenti».
L’ordinanza del Commissario Straordinario dà modo alle Regioni di avvalersi di personale delle Forze dell’ordine per il depopolamento dei cinghiali. La Lombardia ne ha fatto richiesta? E se sì, di che numero si tratta?
«Proprio in questi giorni il Commissario Straordinario ha comunicato che dal primo di novembre saranno disponibili i primi militari che si sommeranno alla disponibilità della Protezione civile di operare nel nostro territorio. Regione Lombardia ne ha fatto richiesta sin dall’inzio, lo scorso anno. La vera disponibilità c’è stata nei mesi scorsi, con azioni di perlustramento e rimozione attiva delle carcasse. Ora il Commissario Filippini alza ancora di più il livello e mette a disposizione i militari anche per il contenimento. Questo supporto, unito all’azione della Protezione Civile, crediamo possa essere determinante verso la specie cinghiale che è, ahimé, la vera e unica causa del contagio del virus. Aggiungo che lo stesso Commissario, insieme ai ministeri competenti e alle Regioni, sta procedendo a chiudere tutti i varchi autostradali permettendo di utilizzare le (...)».
«Abbiamo stanziato svariati milioni di euro in più bandi, per aumentare la consapevolezza di agricoltori e allevatori che serve alzare l’asticella della sicurezza a livelli estremi. Il virus non concede repliche e va contrastato con una condotta etica e professionale apicale. Poi c’è la parte umana. Servono atteggiamenti rigorosissimi, quasi militari, nella gestione dei propri allevamenti, perché si possono stanziare miliardi di euro ma le condotte negligenti o superficiali vanificano gli investimenti».
L’ordinanza del Commissario Straordinario dà modo alle Regioni di avvalersi di personale delle Forze dell’ordine per il depopolamento dei cinghiali. La Lombardia ne ha fatto richiesta? E se sì, di che numero si tratta?
«Proprio in questi giorni il Commissario Straordinario ha comunicato che dal primo di novembre saranno disponibili i primi militari che si sommeranno alla disponibilità della Protezione civile di operare nel nostro territorio. Regione Lombardia ne ha fatto richiesta sin dall’inzio, lo scorso anno. La vera disponibilità c’è stata nei mesi scorsi, con azioni di perlustramento e rimozione attiva delle carcasse. Ora il Commissario Filippini alza ancora di più il livello e mette a disposizione i militari anche per il contenimento. Questo supporto, unito all’azione della Protezione Civile, crediamo possa essere determinante verso la specie cinghiale che è, ahimé, la vera e unica causa del contagio del virus. Aggiungo che lo stesso Commissario, insieme ai ministeri competenti e alle Regioni, sta procedendo a chiudere tutti i varchi autostradali permettendo di utilizzare le (...)».
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