«La rete come Lucignolo. I minori troppo fragili»

26 SET 24
Ultimo aggiornamento: 18:25 | 16 MAG 25
Immagine di «La rete come Lucignolo. I minori troppo fragili»
C’è un anno da cerchiare in rosso sulla linea del tempo: 2012. E’ il momento in cui lo smartphone entra nel mondo globale e rovescia le proporzioni. La vita reale cede pezzi a quella virtuale, la nostra presenza in rete cresce a dismisura. E dove sta il problema? Ce n’è uno enorme, che Alberto Pellai racconta ovunque può. Medico e psicoterapeuta tra i più noti in Italia, Pellai è promotore di un appello che trova larghissimi consensi nel mondo degli adulti e riprovazione tra gli adolescenti. «La ricerca - dice Pellai - oggi ci assicura che l’arrivo dello smartphone ha avviato un processo di crescita delle problematicità della salute mentale nei soggetti dell’evtà evolutiva che non si è ancora arrestato». Da queste evidenze scientifiche sono partiti lui e Daniele Novara (leggete l’intervista a fianco) per costruire una proposta che non va archiviata come provocazione, né crociata anti-tecnologica. In sostanza: no al possesso di smartphone per chi ha meno di 14 anni; no all’apertura di qualunque profilo social per chi non ne ha 16. Qui a sinistra i primi firmatari, con nomi illustri nel mondo scientifico, dell’arte e del cinema.
Le convinzioni dei proponenti si basano sui risultati di ricerche verificate nel tempo. «Il primo step - spiega Pellai - è stato prendere persone con problemi di salute e capire quando è entrato nella loro vita uno smartphone e quanto è stato usato al giorno. Gli esiti ci confermano che alcuni problemi di natura clinica rivelano che i soggetti che ne sono portatori hanno avuto uno smartphone in età precoce e hanno cominciato ad usarlo intensamente. Vuol dire che lo smartphone è causa di quel problema clinico? Non necessariamente, però fare tante cose attraverso lo smartphone impedisce di farne altre senza. La combinazione di questi due variabili favorisce l’insorgenza di un problema di salute».
Pellai fa un altre esempio. «Prendiamo la deprivazione di sonno - dice Pellai -. Tutte le ricerche degli ultimi 10-15 anni ci dicono che si è verificata una incrementale riduzione della quantitatà del sonno in età evolutiva. La causa è legata al fatto che hanno genitori fragili? In realtà quello che ci dice la ricerca è che c’è una (...).
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDI' 3 OTTOBRE, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT