«La storia di Dana che innanzitutto è persona»

7 MAR 24
Ultimo aggiornamento: 20:18 | 16 MAG 25
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Non una «lettura vittimistica, che appiattisce la persona alla difficoltà che sta affrontando», ma l’espressione «del desiderio e della forza di farcela e di una sensibilità che rendono le parole di Dana davvero speciali». È questo ciò che emergerà dai tre brani scritti da una giovane 17enne che soffre (ma guarisce) di anoressia, tratti dalla sua corrispondenza con la terapeuta che l’ha avuta in cura, Emanuela Spotti. “Lettere al mio corpo” è il titolo del concerto benefico che si terrà mercoledì 13 marzo, alle 20.30, presso l’auditorium Giovanni Arvedi, tra le iniziative più attese della Settimana del fiocchetto viola.
La lettura dei brani sarà curata da Erica Biazzi, studentessa di Filologia moderna alla Cattolica di Brescia, che si occupa di audiovisivi e cortometraggi e realizza, in collaborazione proprio con Spotti, un podcast con a tema i disturbi alimentari (”Farfalle viola”). Tagliata e cucita su misura per accompagnare i testi di Dana, c’è la musica di Vincenzo Zitello. «Non sarà un momento di recitazione - racconta Erica - è più corretta definirla “lettura espressiva”, dato che resterò fedele ai testi di Dana». Biazzi ha scelto le parti che leggerà pescandole da una rosa della corrispondenza tra Dana e Spotti, individuando quelle che più «tratteggiano - dice - la sua profonda umanità e complessità; qualcosa che ci fa cogliere a pieno cosa significhi la malattia e cosa si provi nel viverla». Erica racconta che nel confronto con la psicoterapeuta Spotti per realizzare “Farfalle viola”, si è «resa conto di (...).
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