«Priorità ai servizi»

Due punti fermi e il potenziamento del sistema dei servizi. Sono le tre soluzioni che Andrea Badioni, presidente di Confcommercio, individua per risollevare il commercio di Cremona da una crisi che dura anni. «Non servono soldi per il commercio locale - dice il presidente di Confcommercio -. Servono idee e progetti da sviluppare in sinergia tra tutti i soggetti coinvolti dal problema». Anche il nostro capoluogo - e senza eccezione tutti quelli italiani - vede assottigliarsi il numero dei negozi nel centro storico e nell’immediata cerchia esterna, di anno in anno. Lo ha certificato l’analisi dell’Ufficio Studi, proprio di Confcommercio, sulla demografia di impresa: una fotografia impietosa sull’andamento di aperture e chiusure dei punti vendita tra il 2012 e il 2023. Dati alla mano, il quadro è preoccupante: a livello nazionale sono spariti oltre 111mila negozi al dettaglio e 24mila attività di commercio ambulante. Crescono, invece, le attività di aloggio e ristorazione (+ 9.800). A Cremona, le imprese di commercio al dettaglio sono passate da 404 del 2012 a 281 del giugno 2023 (centro storico). Si tratta di una diminuzione del 30% del totale. Unica voce “fuori dal coro”, quella dei ristoranti, che nella decade considerata vedeno salire il loro numero del 26%.
Premsso che la moria del commercio al dettaglio è un fenomeno che si estende nel tempo e una soluzione per invertire il trend non è facile, Andrea Badioni riprova a mettere sul tavolo proposte su cui la sua associazione insiste da anni.
Partiamo dai punti fermi. «Sono due - dice Badioni -: il punto del decoro urbano e di una miglior manutenzione e gestione della città». Tradotto: sugli aspetti suddetti si è fatto poco e forse male. Destinatario: l’amministrazione di Cremona. Crescere per renderla più appealing è un compito che Confcommercio ha chiesto, chiede e continuerà sempre a chiedere a chi governa il capolugo. È sul potenziamento dei servizi che Badioni insiste e propone soluzioni concrete. Quattro iniziative che lui stesso definisce «di sistema». La prima. «Riguarda il polo universitario - dice -. Si sta ingrandendo ma non è ben collegato al sistema di trasporto pubblico. L’utenza è giovane e viene (...).
Premsso che la moria del commercio al dettaglio è un fenomeno che si estende nel tempo e una soluzione per invertire il trend non è facile, Andrea Badioni riprova a mettere sul tavolo proposte su cui la sua associazione insiste da anni.
Partiamo dai punti fermi. «Sono due - dice Badioni -: il punto del decoro urbano e di una miglior manutenzione e gestione della città». Tradotto: sugli aspetti suddetti si è fatto poco e forse male. Destinatario: l’amministrazione di Cremona. Crescere per renderla più appealing è un compito che Confcommercio ha chiesto, chiede e continuerà sempre a chiedere a chi governa il capolugo. È sul potenziamento dei servizi che Badioni insiste e propone soluzioni concrete. Quattro iniziative che lui stesso definisce «di sistema». La prima. «Riguarda il polo universitario - dice -. Si sta ingrandendo ma non è ben collegato al sistema di trasporto pubblico. L’utenza è giovane e viene (...).
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