«Ennesimo bonus che cambia nulla»

15 FEB 24
Ultimo aggiornamento: 18:16 | 16 MAG 25
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«E’ un pasticcio gigantesco». Sui contenuti del decreto attuativo proposto dal Governo che avrebbe dovuto riformare il long-term care, il sistema di assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, il commento di Giuseppe Tadioli è durissimo. «Parliamo di una riforma attesa da anni - dice il presidente dell’Azienda Sociale Cremonese, l’ente consortile che raggruppa i 48 comuni dell’ambito di Cremona e si occupa di servizi sociali e socio sanitari -, sulla quale hanno lavorato e raggiunto un accordo unanime tutte le realtà che in Italia si occupano di anziani, e che si è ridotta all’ennesimo bonus: 850 euro mensili per una platea di beneficiari irrisoria».
Andiamo con ordine. «La legge delega 33/2023 comprendeva la riforma dell’indennità di accompagnamento (531 euro), la misura più diffusa - spiega Tadioli - senza vincoli d’uso, diventata simbolo del cattivo impiego delle risorse pubbliche. Il confronto tecnico e condiviso sulla riforma aveva indicato come necessario il mantenimento dell’accesso all’indennità solo in base al bisogno di assistenza, la graduazione dell’ammontare dell’indennità in base al bisogno; la possibilità di fruire di servizi alla persona regolari e di qualità, in questo caso ricevendo un importo maggiore. E cosa ne è stato di questa revisione? Niente, scomparsa. La presunta riforma è diventata un intervento temporaneo che lascia immutata l’indennità e vi aggiunge ulteriori risorse. Una misura che si colloca nell’antica tradizione italiana di non riformare, ma di aggiungere qualcosa all’esistente, lasciandolo così com’è».
Con l’aggravante di individuare requisiti di accesso molto (...).
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