«Altre strade slow? Per ora no»

8 FEB 24
Ultimo aggiornamento: 18:15 | 16 MAG 25
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Manca una «cultura del rispetto, in Italia», per sopperire alla quale vanno introdotti, inevitabilmente, «vincoli e divieti». Soprattutto quando si tratta di viaggiare sulle strade. Giovanni Leoni, assessore alla Viabilità, Urbanistica, Lavori pubblici e vicesindaco di Casalmaggiore, fa una premessa «doverosa» per commentare la possibilità – sempre più diffusa nelle città italiane – di introdurre il limite dei 30 chilometri orari sulle arterie a maggior rischio. E aggiunge, al termine di una riflessione che fa dell’equilibrio il suo punto di forza, che «immaginare il centro storico di Casalmaggiore sottoposto a una velocità dei mezzi così ridotta è impensabile. Anche perché – chiarisce – Casalmaggiore non “ha” un centro storico, “è” un centro storico». A premessa fatta e conclusione rivelata, ecco il cuore del ragionamento di Leoni. «L’utenza debole va sempre tutelata – precisa – trovando un giusto equilibrio con chi è alla guida di vetture e mezzi più pesanti. In generale, osservo che non c’è una cultura del rispetto da parte di chi va in strada. Compresi i ciclisti. È la principale ragione a monte di un numero sempre molto alto, in Italia, di incidenti stradali».
Chi amministra realtà piccole come quella di Casalmaggiore – poco meno di 15mila abitanti – non ha grandi margini di manovra. «La sensibilità verso il rispetto delle regole va incentivata – dice Leoni –. Noi, abbiamo realizzato, nel 2014, una proposta progettuale su un tratto di via Baldesio, con scorrimento dalla piazza centrale ad uscire, che risultava poco sicuro. Da rettilineo qual era, lo abbiamo reso ad andamento ondulatorio e inserito tre leggeri dossi che fungono da attraversamenti pedonali in sicurezza rialzati». Di fatto, ammette Leoni, con quelle modifiche la velocità delle auto è scesa ai 30 all’ora. Nata come una sperimentazione, la modifica è diventata oggi strutturale e permanente. «Stiamo parlando di un tratto breve, di 500 metri circa – precisa l’assessore –. Averne corretto la direzione ha certamente complicato la comodità degli autisti, con alcuni malcontenti manifestati in modo evidente, ma ha introdotto risultati ottimi in termini di sicurezza della strada. Aihmé – aggiunge – c’è qualche ciclista che si ostina a (...)».
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