Un pieno di cultura Pop: Ultracon torna in Fiera

Se davvero è “pop”, significa che è “per tutti”: grandi e piccoli, nerd o boomer, generazione Zeta o anni Ottanta. Ultracon è un paradiso di passioni, hobbies e “manie” che non invecchiano mai, eterogeneo e, per questo, “popolare”, appunto. Nel grande contenitore dei divertimenti che animerà i padiglioni di Cremona Fiere sabato 20 e domenica 21 gennaio, troveranno spazio gli amanti del fumetto, i patiti di videogames, quelli dei mattoncini Lego e i seguaci del Wrestling e del modellismo. Tante tessere di un unico puzzle, la cultura pop, che nella prima edizione ha calamitato 19mila visitatori ed è pronta ad accoglierne forse di più in questo fine settimana (apertura dalle 10 alle 19).
«La cosa che capita spesso è veder giocare insieme genitori e figli», dice Lucio Campani, direttore artistico di Ultracon insieme a Christian Borghi. È l’effetto forse più bello di «una manifestazione che ha una valenza aggregativa, intergenerazionale, nella quale chiunque, o quasi, può trovare un motivo d’interesse».
Proprio Campani è poi l’emblema di un’altra peculiarità di questa convention: passione e professione possono diventare una cosa sola, oggi sempre di più. Trentacinque anni, fan accanito di una delle tessere della cultural pop - i videogames, di cui faceva collezione -, inizia presto a studiare, approfondire ed allargare la conoscenza di un aspetto del mondo game: la sua storia. «Qual è il mio videogioco preferito? Domanda bellissima e difficile - risponde Campani -. Essendo un appassionato di storia dei videogiochi, direi tutta la saga di Super Mario Bros». Campani divide la direzione artistica con Christian Borghi. Al primo va tutta la parte Game, al secondo quella Comics.
Proiettiamoci nel grande Padiglione di Cremonafiere. Ecco l’immensa area retrogaming, con i grandi classici su console, computer e videogiochi su cabinati arcade degli anni 80 e 90: ve li ricordate quelle colonne-mobili nei bar, giocabili con una monetina? A Ultracon ce ne saranno 100, con la differenza che sabato e domenica saranno freeplay. «Avremo Supernintendo, Playstation, Megadrive, Atari, il Commodor – spiega Campani –. E poi quelle di nuova generazione, con la possibilità di cimentarsi nei tornei. E la realtà virtuali, i simulatori di guida».
Tanto spazio al digitale, quanto all’analogico. Cosa, più dei mattoncini Lego, è capace, a distanza di anni, di rappresentare il gioco intergenerazionale per eccellenza? Nell’area di Cremona Bricks, tutti potranno diventare costruttori per un giorno e (...):
«La cosa che capita spesso è veder giocare insieme genitori e figli», dice Lucio Campani, direttore artistico di Ultracon insieme a Christian Borghi. È l’effetto forse più bello di «una manifestazione che ha una valenza aggregativa, intergenerazionale, nella quale chiunque, o quasi, può trovare un motivo d’interesse».
Proprio Campani è poi l’emblema di un’altra peculiarità di questa convention: passione e professione possono diventare una cosa sola, oggi sempre di più. Trentacinque anni, fan accanito di una delle tessere della cultural pop - i videogames, di cui faceva collezione -, inizia presto a studiare, approfondire ed allargare la conoscenza di un aspetto del mondo game: la sua storia. «Qual è il mio videogioco preferito? Domanda bellissima e difficile - risponde Campani -. Essendo un appassionato di storia dei videogiochi, direi tutta la saga di Super Mario Bros». Campani divide la direzione artistica con Christian Borghi. Al primo va tutta la parte Game, al secondo quella Comics.
Proiettiamoci nel grande Padiglione di Cremonafiere. Ecco l’immensa area retrogaming, con i grandi classici su console, computer e videogiochi su cabinati arcade degli anni 80 e 90: ve li ricordate quelle colonne-mobili nei bar, giocabili con una monetina? A Ultracon ce ne saranno 100, con la differenza che sabato e domenica saranno freeplay. «Avremo Supernintendo, Playstation, Megadrive, Atari, il Commodor – spiega Campani –. E poi quelle di nuova generazione, con la possibilità di cimentarsi nei tornei. E la realtà virtuali, i simulatori di guida».
Tanto spazio al digitale, quanto all’analogico. Cosa, più dei mattoncini Lego, è capace, a distanza di anni, di rappresentare il gioco intergenerazionale per eccellenza? Nell’area di Cremona Bricks, tutti potranno diventare costruttori per un giorno e (...):
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