«Suono per la mia voglia di esistere»

14 DIC 23
Ultimo aggiornamento: 18:13 | 16 MAG 25
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Ha una voce sicura, quasi frizzante, Umberto Saiani. Inattesa, se noti la timidezza che lo obbliga a scusarsi: lui non pensava che «questa fosse un’intervista». Umberto suona in Magica Musica da nove, quasi dieci anni. Sorride volentieri, le sue braccia si aprono a scatti, come un movimento di ali. Le tastiere sono il suo strumento, ma anche la voce. Piero Lombardi, che siede insieme a noi, me lo presenta come «la nostra punta di diamante». Umberto racconta che fin da piccolissimo ha amato il ritmo, «battevo le mani ascoltando le canzoncine», ma oggi, a 28 anni suonati, i suoi pezzi forti vanno «dai Beatles a Zucchero, passando per Vasco. Facciamo Blues, Gianni Morandi, Eric Clapton, Frank Sinatra». Nell’orchestra guidata da Lombardi il repertorio è vasto. Gli chiedo cosa vuol dire, per lui, suonare. «È passione. È felicità, voglia di vivere. Di esistere. È anche un riscatto». Da cosa? «Le persone che hanno problemi non sono tanto valorizzate. Il fatto che io dica che mi sento vivo è già riscatto. La musica è uno strumento fondamentale per sentirsi vivi. Provate a immaginare un mondo senza. La musica rende vivi e dà la voglia di vivere». Per Umberto suonare con altri componenti «è bello, ma non sempre semplice». Il maestro è fondamentale e Piero Lombardi lo è in modo (...).
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