«Case, mercato in calo»

Mercato immobiliare che rallenta, in Italia, nel primo trimestre 2023 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: vendute 15mila abitazioni in meno, cioè l’8,3%. E la stima a chiusura di anno in corso, sempre secondo la stessa fonte (Osservatorio sul mercato Immobiliare), è ancor più cupa: compravendite per 670mila abitazioni contro le 784mila del 2022.
Secondo gli esperti, questo trend al ribasso è l’esito del protrarsi del conflitto in Ucraina e della politica monetaria decisa dalla Bce, che rende l’erogazione dei mutui più cara e quindi molto meno richiesta rispetto al passato. Ne è convinto anche Remo Castelli, referente A.n.a.m.a. (Associazione Nazionale Agenti e Mediatori d’Affari) di Confesercenti a Cremona, che conferma il trend negativo anche per il nostro territorio, sebbene più contenuto rispetto al dato nazionale: «Se il 2022 – dice – si era chiuso con un +5% di compravendite rispetto al 2021, in questi ultimi mesi il mercato ha subìto una frenata brusca, fino a far registrare, in questo inizio luglio, un 3-4% di compravendite in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso».
Castelli individua il problema proprio nell’aumentato del costo del denaro. «Cremona, che è già una “bella addormentata nel bosco” su tanti aspetti, risente forse ancora più di altre zone del rincaro dei tassi di interesse, che dal 2000 ad oggi sono cresciuti più del doppio. Chi si permetteva di fare un investimento, non per l’acquisto dell’abitazione principale, ma solo per mettere in affitto un bilocale, ad esempio, con questi tassi così alti non può più farlo. Semplicemente perché il rapporto tra la rata per la restituzione del prestito alla banca e il canone di locazione incassato, è un rapporto in perdita, non è sostenibile. A livello di bilocali e residenze temporanee il settore si è completamente fermato».
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Secondo gli esperti, questo trend al ribasso è l’esito del protrarsi del conflitto in Ucraina e della politica monetaria decisa dalla Bce, che rende l’erogazione dei mutui più cara e quindi molto meno richiesta rispetto al passato. Ne è convinto anche Remo Castelli, referente A.n.a.m.a. (Associazione Nazionale Agenti e Mediatori d’Affari) di Confesercenti a Cremona, che conferma il trend negativo anche per il nostro territorio, sebbene più contenuto rispetto al dato nazionale: «Se il 2022 – dice – si era chiuso con un +5% di compravendite rispetto al 2021, in questi ultimi mesi il mercato ha subìto una frenata brusca, fino a far registrare, in questo inizio luglio, un 3-4% di compravendite in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso».
Castelli individua il problema proprio nell’aumentato del costo del denaro. «Cremona, che è già una “bella addormentata nel bosco” su tanti aspetti, risente forse ancora più di altre zone del rincaro dei tassi di interesse, che dal 2000 ad oggi sono cresciuti più del doppio. Chi si permetteva di fare un investimento, non per l’acquisto dell’abitazione principale, ma solo per mettere in affitto un bilocale, ad esempio, con questi tassi così alti non può più farlo. Semplicemente perché il rapporto tra la rata per la restituzione del prestito alla banca e il canone di locazione incassato, è un rapporto in perdita, non è sostenibile. A livello di bilocali e residenze temporanee il settore si è completamente fermato».
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