«Meglio tagliare il cuneo fiscale»

Stefano Foggetti, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, accetta di rispondere alle domande del nostro settimanale a proposito di salario minimo. Posizione netta, la sua. Dice “no” alla proposta di legge depositata dalla opposizioni alla Camera, e indica in due strade la lotta al cosiddetto lavoro povero. Avanti col taglio del cuneo fiscale - come dichiarato dalla premier Meloni - perché dà modo alle aziende di investire sull’attività (e quindi anche sulle risorse umane) e rafforzamento della contrattazione collettiva, i cui esiti, in Italia, producono paghe orarie ben più alte dei 9 euro lordi proposti come “minimo” dalle opposizioni e ulteriori tutele spesso dimenticate ma che portano benefici importanti ai lavoratori.
Sì al salario minimo: non rischia di perderci la contrattazione collettiva?
«E’ proprio uno dei motivi per cui non siamo entusiasti del salario minimo. Faccio una digressione. L’Unione europea, nella sua direttiva, non obbliga gli Stati membri a introdurre questa misura, ma incentiva, spinge a far crescere la contrattazione collettiva, che in Italia è ai livelli più alti in Europa, raggiungendo la quasi totalità dei rapporti di lavoro. A nostro avviso, più che il salario minimo, il punto su cui intervenire è spingere ancora di più sulla contrattazione, uno sforzo per raggiungere i lavoratori che ancora sono privi delle tutele - tante e importanti - che discendono dall’esito del confronto tra parti sociali e parti datoriali».
«E’ proprio uno dei motivi per cui non siamo entusiasti del salario minimo. Faccio una digressione. L’Unione europea, nella sua direttiva, non obbliga gli Stati membri a introdurre questa misura, ma incentiva, spinge a far crescere la contrattazione collettiva, che in Italia è ai livelli più alti in Europa, raggiungendo la quasi totalità dei rapporti di lavoro. A nostro avviso, più che il salario minimo, il punto su cui intervenire è spingere ancora di più sulla contrattazione, uno sforzo per raggiungere i lavoratori che ancora sono privi delle tutele - tante e importanti - che discendono dall’esito del confronto tra parti sociali e parti datoriali».
Per risolvere l’emergenza del lavoro povero non è meglio il taglio del cuneo fiscale?
«E’ quello che, obiettivamente, il governo Meloni ha cominiciato a fare. Nell’ultima manovra finanziaria, quella fatta in modo un po’ emergenziale, uno dei primi provvedimenti è stato proprio quello del taglio del cuneo fiscale, con l’impegno, nella prossima Finanziaria, di renderlo strutturale. C’è una grande differenza sostanziale di approccio: il salario minimo di fatto, va a carico delle aziende; il taglio del cuneo fiscale serve affinché le aziende abbiano più possibilità (...)».
«E’ quello che, obiettivamente, il governo Meloni ha cominiciato a fare. Nell’ultima manovra finanziaria, quella fatta in modo un po’ emergenziale, uno dei primi provvedimenti è stato proprio quello del taglio del cuneo fiscale, con l’impegno, nella prossima Finanziaria, di renderlo strutturale. C’è una grande differenza sostanziale di approccio: il salario minimo di fatto, va a carico delle aziende; il taglio del cuneo fiscale serve affinché le aziende abbiano più possibilità (...)».
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