«Ci vuole più educazione digitale»

Matteo Monfredini è amministratore delegato del Crit - Distretto per l’Innovazione Digitale di Cremona. Lo abbiamo interpellato a riguardo dello sviluppo tecnologico del nostro territorio, sulle opportunità e sui rischi che la rete pone tra le mani dei suoi utenti.
Dopo la triste vicenda degli Youtuber e dell’incidente in cui ha perso la vita un bambino di 5 anni, sul banco degli imputati è finito il mondo della rete, che di per sé non può essere condannato. Com’è possibile scoprire le possibilità offerte dal mondo digitale senza rischiare di demonizzarlo?
«Premetto che siamo abituati a pensare per estremi, distinguendo in ogni contesto il “giusto” e lo “sbagliato”, il “buono” e il “cattivo”. Come per tutte le cose anche l’accesso alla rete ha aspetti positivi e negativi che sono legati alla modalità con cui vengono utilizzati gli strumenti che la rete ha messo a disposizione nel tempo. Detto ciò, sono convinto che ancora oggi non si parli abbastanza di educazione digitale; un’educazione intesa come insieme di azioni volte a sviluppare le competenze per un buon uso della tecnologia, il senso critico per l’accesso ai contenuti sul web e la promozione di un comportamento civile all’interno della rete. Sarebbe quindi giusto dedicare del tempo ad istruire le persone di ogni età rispetto ai pericoli potenziali offerti dalla rete e alle competenze necessarie per utilizzare in modo responsabile e sicuro le piattaforme digitali. Inoltre, è importante promuovere una cultura dell’etica e della responsabilità digitale, incoraggiando la trasparenza, la moderazione dei contenuti e il rispetto delle norme di sicurezza online».
«Premetto che siamo abituati a pensare per estremi, distinguendo in ogni contesto il “giusto” e lo “sbagliato”, il “buono” e il “cattivo”. Come per tutte le cose anche l’accesso alla rete ha aspetti positivi e negativi che sono legati alla modalità con cui vengono utilizzati gli strumenti che la rete ha messo a disposizione nel tempo. Detto ciò, sono convinto che ancora oggi non si parli abbastanza di educazione digitale; un’educazione intesa come insieme di azioni volte a sviluppare le competenze per un buon uso della tecnologia, il senso critico per l’accesso ai contenuti sul web e la promozione di un comportamento civile all’interno della rete. Sarebbe quindi giusto dedicare del tempo ad istruire le persone di ogni età rispetto ai pericoli potenziali offerti dalla rete e alle competenze necessarie per utilizzare in modo responsabile e sicuro le piattaforme digitali. Inoltre, è importante promuovere una cultura dell’etica e della responsabilità digitale, incoraggiando la trasparenza, la moderazione dei contenuti e il rispetto delle norme di sicurezza online».
Non è il caso che la legislazione si doti di una normativa di controllo più severa, impedendo che certi video, certe challenge, finiscano in rete e quindi siano oggetto di imitazione da parte dei ragazzini?
«Temo che, al momento, la legislazione non abbia controllo sulla tecnologia. La tecnologia si muove con modalità e ritmi che non è possibile pensare di anticipare o rincorrere. Credo che questa non sia una questione risolvibile in modo semplice (...)».
«Temo che, al momento, la legislazione non abbia controllo sulla tecnologia. La tecnologia si muove con modalità e ritmi che non è possibile pensare di anticipare o rincorrere. Credo che questa non sia una questione risolvibile in modo semplice (...)».
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDÌ 06 LUGLIO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT