«Sì, l'aria è entrata»

15 GIU 23
Ultimo aggiornamento: 18:04 | 16 MAG 25
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«L’aria fresca» è entrata, la Bellezza pure, perchè «si è vista e potrei farti molti esempi». A 24 ore dalla chiusura del Porte Aperte Festival, Marco Turati prova a far sintesi di una edizione che definisce «sontuosa». Nato otto anni fa, il “bimbo” (copyright Turati) ha già la stazza dell’adulto. Lo certificano i numeri (tra le 16mila e le 17 mila presenze) e la risonanza di levatura nazionale - anche perché il Paf è l’unico evento, in Italia, a proporre scrittura, fumetto e musica insieme. Fa piacere, certo, ma non è l’ossessione di chi organizza il Porte Aperte Festival. Da qualunque parte tu gli chieda di parlarne, Turati rimette lo sguardo sempre lì, al motivo per cui lui e gli altri quattro (Marina Volonté, Mario Feraboli, Michele Ginevra, Andrea Cisi) ogni anno fanno crescere il “bimbo”. «È un festival che non lavora per l’intrattenimento, ma per l’approfondimento. Per raggiungere il cervello attraverso il cuore». È nel nome stesso che già si chiarisce il fine: «Far entrare aria fresca, cioè rompere i luoghi comuni». Il logo lo riproduce plasticamente, «le quattro porte che sciaguratamente l’ingegner Lanfranchi fece demolire tra 1902 e il 1908». Turati è il presidente e il protavoce dell’omonima associazione da cui il Paf nasce. Architetto, urbanista, musicista, “agitatore culturale”, dice che la motivazione che a sessant’anni lo anima ancora in un lavoro mastodontico è quella che ha spinto tutta la sua vita: «Sono al mondo per cercare di cambiarlo e per costruire relazioni significative tra persone».
Sei soddisfatto di questa edizione?
«Non “sono”, ma “siamo” soddisfatti. Sold out quasi tutti gli appuntamenti diurni, pochissime sedie libere in pochissimi appuntamenti, a dimostrazione che il pubblico aspetta il Porte Aperte Festival».
Numeri importanti, insomma...
«L’anno scorso siamo arrivati a 15mila presenze, quest’anno siamo decisamente oltre: 16/17mila. Ma la cosa bella è l’articolazione del pubblico: giovanissimi, soprattutto negli appuntamenti musicali, ma anche giovani ad incontri letterari e fumettistici. E sempre un pubblico adulto che resta fedele».
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