«Avanti, insieme»

Nulla è perduto. Certamente è salva – almeno per ora – un’attività politica sui territori che continuerà a essere «fatta insieme». Lo dice Fabrizio Benzoni, deputato eletto nelle file di Azione-Italia Viva e segretario lombardo del partito di Carlo Calenda. Lo strappo tra quest’ultimo e Matteo Renzi, che da giorni occupa gran parte della cronoca politica nazionale, ha interrotto sì il processo di fusione tra i due partiti, ma non ha staccato la spina di un lavoro di proposta unitaria che, ribadisce Benzoni, «proseguirà». Perché non viene meno, secondo il parlamentare lombardo, la necessità di un’alternativa reale al binomio destra-sinistra.
Nato a Brescia, classe 1985, per due mandati eletto in comune col Centrosinistra, Benzoni entra in Azione nel 2019 e approda in Parlamento grazie a un ottimo risultato alle ultime Politiche. Raggiunto al telefono dopo una conferanza stampa, Benzoni mette subito in chiaro l’aspetto a suo avviso più importante. «Questa rottura – dice a proposito del divorzio Calenda-Renzi – non ha bloccato il percorso per creare una casa per chi si sente smarrito di fronte al bipolarismo perfetto». La ragione sta in un fatto non secondario. «Quello che si è rotto non è il rapporto tra i due partiti. L’idea del partito unico è saltata per due visioni differenti su come arrivarci. Triste, sì, ma quantomeno la collaborazione a livello locale sta continuando nonostante le scaramucce dei leader nazionali».
Nato a Brescia, classe 1985, per due mandati eletto in comune col Centrosinistra, Benzoni entra in Azione nel 2019 e approda in Parlamento grazie a un ottimo risultato alle ultime Politiche. Raggiunto al telefono dopo una conferanza stampa, Benzoni mette subito in chiaro l’aspetto a suo avviso più importante. «Questa rottura – dice a proposito del divorzio Calenda-Renzi – non ha bloccato il percorso per creare una casa per chi si sente smarrito di fronte al bipolarismo perfetto». La ragione sta in un fatto non secondario. «Quello che si è rotto non è il rapporto tra i due partiti. L’idea del partito unico è saltata per due visioni differenti su come arrivarci. Triste, sì, ma quantomeno la collaborazione a livello locale sta continuando nonostante le scaramucce dei leader nazionali».
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