Chi siamo? I tanti passi della nostra Memoria

13 APR 23
Ultimo aggiornamento: 20:01 | 16 MAG 25
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La premessa è fondamentale, forse non necessaria data la conoscenza dell’iniziativa, ma ribadirlo giova. «Non vanno confusi i viaggi della memoria con le gite scolastiche», dice Ilde Bottoli, ex docente di Italiano e Storia e responsabile del progetto “Essere cittadini Europei – Percorsi per una Memoria europea attiva”, promosso nell’ormai lontano 2009 dalla Rete Scuole superiori Provincia di Cremona. Differenza di sostanza, perché «i viaggi – precisa Bottoli – implicano una preparazione precedente e successiva, quindi un lavoro che dura tutto l’anno e che coinvolge ragazzi e docenti in un percorso di conoscenza storica, di consapevolezza e di giudizio sui fatti, che poi sfocia nella visita alla meta individuata e in un ulteriore approfondimento successivo al viaggio». Insomma, ben poco di ciò che richiama la classica gita scolastica.
Partiamo dall’inizio. Anno 1996, nasce il Comitato per la difesa e lo sviluppo della democrazia, di cui Bottoli è parte, che promuove e realizza il primo di una lunga serie di itinerari che da allora cadenzano ogni anno scolastico. Nel ‘96, la meta è il campo di Dachau, in Germania, il primo creato dal regime nazista. Studenti e insegnanti sono i destinatari dell’iniziativa e lo diventeranno di tutte quelle successive. L’obiettivo di allora è il medesimo di oggi: contribuire a formare quella cittadinanza europea che non può non sapere da quali errori è costellata la storia del nostro Continente. Bottoli sottolinea un aspetto non secondario: «La fattibilità del progetto è rimasta in piedi grazie ai tanti, tantissimi sponsor locali che continuano a credere nel lavoro che facciamo. Siamo al 25esimo viaggio, capisce? Dal Ministero, invece, mai avuto aiuti». (...)
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