«Sì, volevo abortire, poi quegli amici...»

Ci sono storie silenziose – e belle – che abitano le nostre città. Sono appena al di là della strada o sul nostro stesso pianerottolo. Ci accadono sotto il naso. Quando le incontriamo, non vorremmo solo ammirarle, ma calarcisi a mollo come in acque termali. La bellezza ristora.
In questa storia c’è una madre di 36 anni, con quattro figli, nessun compagno, nessun lavoro. Le pieghe della sua vita sono tortuose; ha conosciuto inciampi, ripartenze, ricadute, nuove ripartenze. Ci sono situazioni tutt’ora irrisolte, che impongono l’anonimato. Useremo un nome di fantasia: Sara. E dove sarebbe il bello? Ci arriviamo.
Sara è una donna determinata, forse anche testarda. Ama profondamente i suoi figli. «Sono come l’aria che respiro – dice –. Non so come farei senza». Ecco. Farne senza. C’è stato un momento, però, in cui di uno dei quattro Sara avrebbe voluto fare a meno. «Scopro di essere incinta la quarta volta e... panico!», racconta. La situazione col compagno è già incrinata, si lasciano. È un secondo strappo, per Sara, già uscita da una storia con un altro uomo che è il padre dei tre figli più grandi. Poi manca un lavoro e la casa è piccola (eufemismo): 58 metri quadri soltanto. Cosa fa? «Ho preso appuntamento in ospedale, volevo abortire». Perché? «Perché ne avevo già tre, per giunta senza un papà e avevo rotto col mio compagno».
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In questa storia c’è una madre di 36 anni, con quattro figli, nessun compagno, nessun lavoro. Le pieghe della sua vita sono tortuose; ha conosciuto inciampi, ripartenze, ricadute, nuove ripartenze. Ci sono situazioni tutt’ora irrisolte, che impongono l’anonimato. Useremo un nome di fantasia: Sara. E dove sarebbe il bello? Ci arriviamo.
Sara è una donna determinata, forse anche testarda. Ama profondamente i suoi figli. «Sono come l’aria che respiro – dice –. Non so come farei senza». Ecco. Farne senza. C’è stato un momento, però, in cui di uno dei quattro Sara avrebbe voluto fare a meno. «Scopro di essere incinta la quarta volta e... panico!», racconta. La situazione col compagno è già incrinata, si lasciano. È un secondo strappo, per Sara, già uscita da una storia con un altro uomo che è il padre dei tre figli più grandi. Poi manca un lavoro e la casa è piccola (eufemismo): 58 metri quadri soltanto. Cosa fa? «Ho preso appuntamento in ospedale, volevo abortire». Perché? «Perché ne avevo già tre, per giunta senza un papà e avevo rotto col mio compagno».
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