«Voglio solo essere padre»

26 FEB 23
Ultimo aggiornamento: 17:59 | 16 MAG 25
Immagine di «Voglio solo essere padre»
Chissà per quanto tempo i figli delle coppie separate si chiederanno dove tutto è cominciato. Da quale piccola crepa sia spuntata la prima goccia, poi diventata l’onda che ha travolto ogni cosa. E se non sono forse loro, il frutto di un amore, la causa di un problema che non si risolve nemmeno col distacco dei due “contendenti”.
Già, nemmeno col distacco. Perché non c’è separazione che cancelli un diritto (sacrosanto) e un desiderio (incolmabile): quello di avere due genitori e di essere accuditi, in egual misura, da entrambi. E qui, purtroppo, la lotta continua. Anzi, ne inizia un’altra forse ancora più cruenta.
La storia di Andrea (nome di fantasia), residente in un paese della provincia, è tra quelle – ahimè numerose – che alzano il sipario su un fenomeno diffuso e ingiusto, che vede il padre nel ruolo di figura “debole”, e quindi penalizzata, nella gestione (non) condivisa dei figli. Il genitore-bancomat, l’assente-suo-malgrado. Andrea è papà di una bimba di 8 anni. Non la vede da quasi due. Perché? Lui e la compagna si separano, stabiliscono tramite i rispettivi avvocati quando e quanto vedere, rispettivamente, la figlia e all’inizio fila tutto benissimo – per come può definirsi “benissimo” l’andamento di una separazione. Poi, racconta lui, «inizia un’escalation di ripicche, richieste di cambiamenti, assenze di risposte, incontri saltati» che la madre della bimba mette in atto. Il tutto perché, ancora in epoca Covid, Andrea chiede che la figlia possa restare una sera in più del previsto, con la bambina più che d’accordo. «Non è mai stata mia intenzione vedere mia figlia più di quanto la veda sua madre – spiega Andrea –, ma tanto quanto la vede lei. Quella volta, la mia ex disse di sì, ma il giorno dopo mi arrivò un messaggio chiaro». (...)
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL'EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A GIOVEDÌ 2 MARZO, OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT