«Visione ampia e dialogo»

Lo stile prima ancora dei risultati. Anzi, per Fabio Bergamaschi, una certa postura nel confronto con gli altri è viatico indispensabile per tagliare qualunque traguardo. Si presenta come lo abbiamo conosciuto, il sindaco di Crema. Sguarnito di pennacchi e trionfi, di alleluia e di glorie. Non di entusiasmo, perché quello cresce e lo avverti nel tono della voce, nel racconto dei tentativi ripetuti e pazienti per calibrare soluzioni a problemi complicati, talvolta estenuanti. Lo stile, dicevamo. Via i muscoli, spazio al dialogo. E largo, soprattutto, ad una visione politica geograficamente più ampia dei confini della città. Non per niente, legato al suo nome, sono accostati il nuovo rapporto con Lodi e l’avvio dell’Area Omogenea, progetto sin qui poco chiaro e ancor meno concreto. Ne parliamo in questa intervista di fine 2022: pochi bilianci, tanta prospettiva. E qualche novità, come la vocazione scelta per la Pierina e una nuova soluzione viaria a beneficio della zona industriale di via Bramante.
Il 2022 è l’anno della sua elezione a primo cittadino di Crema. Un bilancio di questi mesi da sindaco?
«Molto positivo. Non lo dico in riferimento ai risultati, che pure ci sono. Vivo il mandato senza ansia da prestazione, ma con la consapevolezza che è necessario un approccio riformista e progressivo all’amministrazione. Per maturare ed essere di valore, i risultati hanno bisogno del loro tempo. Dico “molto positivo” per il clima che si respira: disteso, di rispetto, di unità ritrovata nel Cremasco, di grande intesa sugli obiettivi strategici del territorio tra i sindaci e anche, a livello locale, con le minoranze, in un confronto che fa emergere le differenze, ma sempre nell’alveo di una interlocuzione adeguata al ruolo istituzionale».
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«Molto positivo. Non lo dico in riferimento ai risultati, che pure ci sono. Vivo il mandato senza ansia da prestazione, ma con la consapevolezza che è necessario un approccio riformista e progressivo all’amministrazione. Per maturare ed essere di valore, i risultati hanno bisogno del loro tempo. Dico “molto positivo” per il clima che si respira: disteso, di rispetto, di unità ritrovata nel Cremasco, di grande intesa sugli obiettivi strategici del territorio tra i sindaci e anche, a livello locale, con le minoranze, in un confronto che fa emergere le differenze, ma sempre nell’alveo di una interlocuzione adeguata al ruolo istituzionale».
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