«Cambiare il mondo? Sì, partiamo dal cibo»

15 DIC 22
Ultimo aggiornamento: 17:56 | 16 MAG 25
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L’obiettivo non è solo mangiare sano. Con certi prodotti ci guadagna la salute, ma anche l’ambiente e i soggetti più fragili. Tre dimensioni, un’unica realtà. Si chiama “Filiera corta solidale”, nasce a Cremona nel 2010 dal coinvolgimento di diverse realtà che sul territorio agivano, già allora, per la costruzione di “un’economia alternativa”: produttori biologici, gruppi di acquisto solidale, commercio equo, Slow Food, Banca Etica. Nel 2016, all’associazione si affianca una cooperativa di tipo B che oggi dà lavoro a quattro persone e consente l’inserimento di soggetti svantaggiati. Filiera Corta è cresciuta, si è sviluppata e conta, in questo momento, 360 soci che ordinano e acquistano prodotti di qualità, direttamente dal produttore e a prezzi accessibili.
«Il tentativo è ambizioso: cambiare il mondo a partire dal cibo», dice Laura Rossi, fondatrice dell’associazione e oggi presidente della Cooperativa. Minuta e gentile, il suo modo di dire le cose è mite, inversamente proporzionale alla carica ideale che la anima da anni. Mette sempre il sorriso tra le sue parole. «Il primo step – spiega – è stata la costruzione di una rete affidabile di produttori. Aziende agricole e piccoli trasformatori locali che producono cibo di qualità nel rispetto  dell’ambiente, del benessere animale e dei lavoratori».
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