«Ripartire da quell'8%»

20 OTT 22
Ultimo aggiornamento: 17:54 | 16 MAG 25
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Autocritica sì («Potremmo fare di più»), ma contenuta e non commiserante. Lo sguardo è già rivolto al futuro: temi da individuare, programmi che li contengano, iniziative con cui lanciarli. Insomma, una spina dorsale da irrobustire, non da rifare in toto. Anche perché la (o le) ragioni di fondo per cui fare politica non sono intaccate.
I Giovani di Forza Italia a Cremona hanno voglia di rimboccarsi le maniche. Lo raccontano mentre, in queste frizzanti ore di formazione del governo, il loro partito è al centro di un diluvio di commenti feroci per le esternazioni del leader, Silvio Berlusconi.
Si parte dal risultato elettorale, su cui hanno un’idea chiara e non è poco. «È abbastanza in linea con la media lombarda e ha patito la concorrenza del Terzo Polo – dice Frederic Pieragostini, residente a Crema ma domiciliato a Milano, 29 anni, laureato in Giurisprudenza, assunto in una utility del mondo idrico –. Una parte consistente del nostro gruppo dirigente nazionale è passata da quella parte, e noi abbiamo smesso di essere punto di riferimento del ceto medio produttivo».
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