«Dobbiamo decidere chi siamo»

9 OTT 22
Ultimo aggiornamento: 17:53 | 16 MAG 25
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Siede sul secondo dei due gradini d’ingresso, la tuta di lavoro blu ancora indosso. «Non ho fatto in tempo a cambiarmi», dice Nino, al secolo Gaetano Quarenghi, taglialegna nato e vissuto a Gussola. E ci scherza su (ma neanche tanto): «Va bene così, perché come si diceva un tempo “ci piace di più un governo in tuta blu”», e sorride. Al contrario del Nino di De Gregori, il “nostro” è un classe 1939. «Ho girato tutta la Valpadana, ma siamo stati anche in Piemonte e in Toscana», dice a proposito del suo lavoro.
Le chiavi della Casa del Popolo le ha lui, qui a Gussola, una delle ultime o forse l’ultima esistente in provincia. Eretta nel 1949, è intitolata ad Alessandro Vaia, resistente gussolese che donò il terreno sulla quale sorge. Al primo piano, la sede del Circolo Pd. Si ragiona attorno ai motivi di una sconfitta e alla strada su cui ripartire. Orestilla Sogni fa una premessa fondamentale: «Far cadere il governo Draghi in un momento così drammatico è stato un atto di irresponsabilità che gli italiani non hanno capito visto l’orientamento espresso nelle urne». Vice presidente della cooperativa “La solidarietà”, anche Orestilla è un’iscritta storica: «Da cinquant’anni – dice – e ho fatto tutto il “giro”, come Bonaccini: Fgci, Pci, Pds, Ds e Pd». (...)
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