Presenza, social e “maestri”. Da dove ripartono i giovani PD

Tornare a contare – di più e davvero – passa da quello che Goffredo Bettini, in un’intervista al Manifesto, sottolineava qualche giorno fa: «Serve una sinistra “terragna”», in cui il «tema del radicamento dobbiamo riproporlo noi nel modo giusto». Detta in altri termini, è la stessa strada che in questa intervista indica il “costituendo” gruppo provinciale dei Giovani Democratici del Pd. «Il nostro resta il partito del “casa per casa”», dice Nicola Cantarini, 25 anni, di Annicco. «Banchetti ovunque, anche nei piccoli paesi. E incontri sulle tematiche più urgenti, non solo con esperti del settore, ma com’erano le vecchie Agorà». Tesserato «dopo la sconfitta del 2018», Cantarini oggi è segretario del circolo di Soresina e coordinatore del Circondario Terre di mezzo. Presenza, insomma, perché «le persone riconoscono le persone». In questo modo si risale da quel 19 e rotti per cento a livello nazionale, che tuttavia nella nostra provincia è guardato dall’alto verso il basso. «Diversa è l’analisi del voto nei centri più popolosi, come Cremona e Crema, altra cosa è il territorio», osserva Nicola. «Il Pd, nelle città, regge. (...)