«Quella di oggi non è una generazione seduta»

28 APR 22
Ultimo aggiornamento: 17:47 | 16 MAG 25
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Professore Associato di Sociologia Generale nella Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e, nello stesso Ateneo, Direttore Scientifico dell’Executive Master “Terzo settore e Impresa Sociale”, Luca Pesenti conosce in profondità le scosse telluriche che il mondo del lavoro vive da tempo e, in particolare, gli effetti che un certo cambiamento imprime sui giovani. Ne ha parlato con il nostro settimanale in questa ricca intervista.
Professore, partiamo da un fenomeno sotto gli occhi di tutti. Da oltre un anno si registra un’ondata senza precedenti di lavoratori dimissionari: nel secondo trimestre del 2021 il boom è stato dell’85%, mentre nel terzo la media ha toccato il 26,7%. Alcuni hanno letto questi numeri come una risposta ai mesi di pandemia, altri teorizzano un’attenzione maggiore al work-life balance. Lei cosa dice a riguardo?
«Il fenomeno è stato erroneamente venduto come “il bel giorno in cui tutti hanno capito il senso della vita e quindi cambiano lavoro”. In realtà sono spostamenti interni ad alcuni settori, in particolare l’edilizia. Ma soprattutto è andato in scena uno sfruttamento intensivo del lavoro da remoto che ha causato esaurimenti in tantissimi giovani e in tantissimi 50enni. I quali rinunciano al contratto. So da diverse fonti che una delle figure più richieste dalle aziende in questo momento è lo psicologo, perché si verificano casi di depressione e burnout». ... ...
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