Rigenerare per abitare meglio

21 APR 22
Ultimo aggiornamento: 17:47 | 16 MAG 25
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Vivere le città è conoscerne i punti di forza, le stranezze, gli ostacoli. È adattarsi senza smettere di credere che si possa stare meglio o che non esista niente di meglio del luogo in cui si vive. In questa altalena di umori, di bisogni che crescono, di abitudini che s’interrompono o si cristallizzano c’è chi, le città, le amministra. Mestiere tra i più difficili. Che richiede competenze plurime, capacità di sintesi, coraggio. E l’utilizzo di un gergo non comune.
“Rigenerazione urbana”, per esempio, è un’espressione che suona distante dai pasticci della vita quotidiana. Eppure riassume un potenziale enorme per modellare pezzi di città attraverso cura per l’ambiente, nuove opportunità di socializzazione, bellezza architettonica, fruizione comoda e funzionale degli spazi.
Andrea Virgilio, vicesindaco e assessore con deleghe al Territorio, Opere pubbliche e Casa, conosce bene questo alfabeto e ciò che sprigiona in termini di azioni. Da lui (e non solo da lui) passano idee, proposte, suggestioni, progetti concreti. Per realizzare i quali servono risorse. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un’ottima cassaforte a cui attingere. Cremona lo ha fatto. E ha centrato tre obiettivi. Di questi, quanto e quali spazi ha guadagnato il verde?
«Il primo progetto – spiega lo stesso Virgilio – è un intervento da nove milioni di euro che interessa la zona Boschetto, con la riqualificazione della scuola primaria, del centro civico, della pista ciclabile, fino ad arrivare a Palazzo ex Duemiglia e al restauro dello scalone del cavalcavia del cimitero cittadino». Un’operazione che non include interventi su aree verdi....
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