Città e natura insieme Un manifesto del domani

21 APR 22
Ultimo aggiornamento: 17:47 | 16 MAG 25
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Una rivoluzione green per «necessità», non per moda. Diretta conseguenza di una cultura che finalmente diventa consapevole che il presente e il futuro delle città non possono prescindere da uno spazio urbano ricco di verde. Perché? Lo spiega in questa ricca intervista Maurizio Ori, architetto e paesaggista Aiapp (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio), oltre che presidente della Commissione del Paesaggio del Comune di Cremona.
Partiamo da un’espressione usata in una delle precedenti interviste rilasciate al nostro settimanale: «L’albero è il mattone delle città del futuro» (anzi, già del presente). Perché è così fondamentale?
«Si tratta di uno slogan molto attuale per i nostri tempi e che svariate città del mondo hanno già deciso di fare proprio. Lo stato di salute di molti centri urbani è allarmante; un ripensamento dell’ecosistema urbano appare più che mai necessario. Combattere il cambiamento climatico con le piante è una possibile strategia per promuovere questa transizione ecologica dell’abitare. Gli alberi, infatti, generano importanti servizi ecosistemici con significativi benefici ambientali, per esempio contribuiscono ad arricchire la biodiversità, incentivano i processi di impollinazione, riducono la quantità di CO2, regolano la qualità dell’aria, riducono gli effetti dei fenomeni idro-geologici estremi, permettono la rigenerazione di suoli contaminati, riducono l’inquinamento acustico, concorrono a diminuire le temperature riducendo l’effetto “isola di calore”. Contemporaneamente producono non trascurabili effetti anche psicologici e psicofisici, per esempio aiutano a migliorare la qualità dello spazio urbano e la sua connessa vivibilità, incentivano la dimensione “pubblica” della città, stimolano la concentrazione e il benessere degli individui, offrono nuove opportunità lavorative (in ambiti differenti, da quello manutentivo a quello produttivo)....
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