«Vedere e proporre. Noi, qui, siamo resistenza umana»

Ogni luogo somiglia a chi lo abita. Ne prende i connotati, persino il ritmo dei respiri. Incontrare Mario Feraboli è scoprire un mondo nel mondo e, alla fine, andar via con la certezza di aver solo aperto l’uscio e sbirciato dentro. Tantissimo è ancora da svelare.
Antica Osteria del Fico, via Grandi 12. Chi non la conosce? «Questo è un luogo che ha un’anima», dice Mario. «In realtà ha anche una storia. Che potrebbe addirittura risalire al ‘700. In un documento su Cremona, un’amica medievista aveva letto di una certa “locanda del fico” presente già a quell’epoca».
Parlare di questo posto, oggi, è parlare "con" e "di" Mario Feraboli. L’uno non si capisce senza l’altro. Gli ultimi quindici anni del Fico hanno visto Feraboli prima in co-gestione col suo ex-socio e oggi come titolare unico. Mario arrivava da un’esperienza agli antipodi, in apparenza. «Gestivo con mia sorella la libreria “Il Convegno” poi ceduta a terzi», racconta. C’è una cosa che accomuna il prima e il dopo professionale di Mario «Incontrare e far incontrare – dice –. Sono una persona curiosa. Che ha sempre cercato, e per fortuna trovato, l’incontro».
E in un’osteria il primo incontro è con chi ti accoglie, il secondo con il piatto. Aperta ogni sera (tranne il mercoledì di chiusura) e i pranzi da giovedì a domenica, il menù offre ricette tipiche ma anche novità. Gusti non convenzionali pescati comunque dalla tradizione. «Una cosa che abbiamo proposto di recente è una versione italiana/cremonese delle tapas spagnole. Incontri con sapori differenti che diventano speciali», dice Mario.
Antica Osteria del Fico, via Grandi 12. Chi non la conosce? «Questo è un luogo che ha un’anima», dice Mario. «In realtà ha anche una storia. Che potrebbe addirittura risalire al ‘700. In un documento su Cremona, un’amica medievista aveva letto di una certa “locanda del fico” presente già a quell’epoca».
Parlare di questo posto, oggi, è parlare "con" e "di" Mario Feraboli. L’uno non si capisce senza l’altro. Gli ultimi quindici anni del Fico hanno visto Feraboli prima in co-gestione col suo ex-socio e oggi come titolare unico. Mario arrivava da un’esperienza agli antipodi, in apparenza. «Gestivo con mia sorella la libreria “Il Convegno” poi ceduta a terzi», racconta. C’è una cosa che accomuna il prima e il dopo professionale di Mario «Incontrare e far incontrare – dice –. Sono una persona curiosa. Che ha sempre cercato, e per fortuna trovato, l’incontro».
E in un’osteria il primo incontro è con chi ti accoglie, il secondo con il piatto. Aperta ogni sera (tranne il mercoledì di chiusura) e i pranzi da giovedì a domenica, il menù offre ricette tipiche ma anche novità. Gusti non convenzionali pescati comunque dalla tradizione. «Una cosa che abbiamo proposto di recente è una versione italiana/cremonese delle tapas spagnole. Incontri con sapori differenti che diventano speciali», dice Mario.
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