Riconosciuto il miracolo: la beata Vincenza Maria Poloni diventerà santa

27 GEN 25
Ultimo aggiornamento: 16:1422 LUG 25
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di REDAZIONE
Lunedì 27 gennaio, durante l’udienza concessa al card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, papa Francesco ha autorizzato la promulgazione di sei decreti. Tra questi, quello riguardante il miracolo attribuito all'intercessione della beata Vincenza Maria Poloni, fondatrice dell’Istituto Sorelle della Misericordia di Verona. Esso ha riguardato la guarigione scientificamente inspiegabile di una donna cilena che per la gravità delle sue molteplici patologie, era prossima alla morte.
Il rito della canonizzazione avverrà a Roma e sarà presieduto dal Santo Padre. Ancora non è stata stabilita la data, ma si presume che possa avvenire durante l'Anno giubilare in corso.
La beata Vincenza Maria Poloni nacque (con il nome di Luigia) e fu battezzata a Verona, nella chiesa delle Arche Scaligere il 26 gennaio 1802. Passò gli anni della giovinezza nella casa paterna, tra lavoro, meditazione e preghiera, nella cura e assistenza dei familiari, nell’educazione dei suoi nipoti e nella gestione di un difficile equilibrio finanziario dei suoi, superando sacrifici, preoccupazioni e angustie.
Per più di trent’anni ebbe come direttore spirituale don Carlo Steeb. Dopo lunga maturazione, lasciò la casa paterna per seguire la sua vocazione alla carità tra gli infermi del Ricovero e dell’Ospedale, per i quali lo Steeb progettava un’istituzione religiosa che potesse assicurare un tale servizio.
La fondazione prese inizio il 1° novembre 1840, quando, già nota in precedenza, la Poloni fu accettata come capo infermiera nella pia Casa di Ricovero di Verona insieme con tre compagne, che cominciarono a vivere in modo religioso, tra difficoltà e ostacoli, opposti alla loro azione di assistenza, sostenute dalla carità di don Steeb e dei Padri camilliani.
La dedizione alle ammalate, la cura dell’ambiente e la continua disponibilità in ogni cosa procurarono alla Poloni e alle sue compagne il benvolere della direzione della Casa di Ricovero, alla quale la stessa Poloni venne preposta come governante. I buoni risultati ottenuti indussero il vicino Ospedale a richiedere l’opera della Poloni e compagne.
Dotate di abitazioni dal Bresciani e dallo Steeb per una comunità che andava crescendo, dopo una prima approvazione dei vescovi mons. Giuseppe Grasser e mons. Pietro Aurelio Mutti, con iter burocratico che durò dal 1846 al 1848 fu ottenuta l’approvazione canonica dell’Istituto da parte dell’autorità ecclesiastica e civile.
Finalmente, la domenica 10 settembre 1848 si procedette al rito della vestizione e professione da parte del vescovo Mutti nella chiesa di Santa Caterina annessa al Ricovero. Fu allora che Luigia Poloni, che vedeva coronati i suoi voti, prese il nome di Vincenza Maria.
Stabilita ufficialmente la fondazione del nuovo Istituto delle Sorelle della Misericordia di Verona, esso doveva essere consolidato e dilatato, cosa che si realizzò per la preghiera, il lavoro, il sacrificio, l’umiltà e l’amore di Dio e del prossimo soprattutto di madre Vincenza, che assistette anche al sorgere di altre fondazioni tra il 1850 e il 1854.
Colpita da un tumore al petto subì operazioni e cure dolorose, che affrontò sveglia e senza lamenti. Lottò quaranta giorni tra la vita e la morte. Chiesti gli ultimi sacramenti, presso a morire, raccomandò alle sue figlie la carità: «Sorelle, amatevi!».
L’assisteva don Steeb, le stavano attorno le figlie. Morì 1’11 novembre 1855. Fu deposta nel sepolcro dell’Istituto tra le spoglie mortali di quante l’avevano preceduta, con le cui ossa si confusero le sue. Appagata nel desiderio di nascondimento, il Signore la glorificò nell’Istituto e fra quanti, nella loro fede, la invocano.
Il miracolo necessario per la sua beatificazione venne indagato nel 1994 e fu ratificato il 7 aprile 1995. Fu beatificata a Verona con celebrazione solenne il 21 settembre 2008. La sua memoria liturgica viene celebrata annualmente il 10 settembre.