Quelle scosse che si spingono verso orizzonti più ampi

31 DIC 52
Ultimo aggiornamento: 10:42 | 15 MAG 25
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La vita è spesso un susseguirsi di scosse, alcune attese, altre improvvise, alcune ci svegliano, altre ci feriscono, alcune ci abbattono, altre ci spingono avanti. Tante volte dietro a quelle scosse c’è Dio, che scardina le nostre sicurezze. San Cesario di Nazianzo, medico vissuto nel IV secolo in quella che oggi è la Turchia, trovò la propria strada verso Dio proprio grazie a un terremoto, che lo spinse a chiedere di essere battezzato per essere immerso dentro quell’Infinito che supera ogni caducità umana. Era nato nel 330 a Nazianzo in una famiglia di santi (sia il padre, che la madre e il fratello Gregorio sono venerati come tali), aveva studiato a Cesarea di Cappadocia e poi ad Alessandria d’Egitto, diventando medico di corte a Costantinopoli per volere dell’imperatore Costanzo. Fu confermato in questo ruolo dal successore, Giuliano l’Apostata, che però tentò di riportarlo al paganesimo. Nel 368 divenne questore della Bitinia: era un catecumeno ma dopo essere sopravvissuto al sisma che distrusse Nicea chiese di essere battezzato e si dedicò alla preghiera. Morì l’anno successivo, nel 369. Il fratello Gregorio tenne un’orazione funebre dalla quale conosciamo i particolari della sua vita. La sua esperienza ci fa capire che non è mai troppo tardi per trovare una prospettiva nuova e aperta a Dio nel nostro cammino esistenziale. Altri santi. San Luigi Versiglia (1873-1930) e san Callisto Caravario (1903-1930), vescovo e sacerdote, martiri. Letture. Romano. Sir 2,1-13; Sal 36; Mc 9,30-37. Ambrosiano. Sap 11,24-12,8a.9a.10-11a.19; Sal 61 (62); Mc 10,46b-52. Bizantino. Gd 1,1-10; Lc 22,39-43.45-71-23,1 t.me/santoavvenire © riproduzione riservata