Non siamo soli davanti ai “draghi”, Cristo è con noi

31 DIC 52
Ultimo aggiornamento: 11:03 | 15 MAG 25
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Ognuno con i suoi “draghi”, ognuno con i propri mali interiori: tutti abbiamo le nostre ombre, ma nella lotta per superarle non siamo soli. Al nostro fianco c’è Cristo, la cui luce ha annientato il buio della morte. Non solo: la fede è quell’arma che non solo vince il male, ma che converte, illumina e fa crescere la speranza. Icona di questa battaglia è san Giorgio, che secondo la tradizione uccise il drago che minacciava Silene. Il racconto è leggendario ma esprime la grandezza di un santo che di fatto è venerato in tutto il mondo e ha ispirato movimenti e associazioni. La sua biografia ci è giunta confusa e arricchita da racconti senza fondamento storico. Secondo un antico racconto della passione, una «Passio», Giorgio era nato in Cappadocia e fu educato nella fede dai genitori. Divenne poi tribuno dell’armata dell’imperatore di Persia Daciano, anche se altre versioni lo indicano come membro dell’armata di Diocleziano (243-313) imperatore romano, che nel 303 decretò diede vita a una feroce persecuzione contro i cristiani. Giorgio si ribellò: strappò l’editto dell’imperatore e si dichiarò cristiano. Per questo fu arrestato, torturato, incarcerato e poi ucciso. Aveva vinto la violenza offrendo la propria vita. Altri santi. Sant’Adalberto di Praga, vescovo e martire (956-997); beata Maria Gabriella Sagheddu, monaca (1914-1939). Letture. Romano. At 3,1-10; Sal 104; Lc 24,13-35. Ambrosiano. At 5,12-21a; Sal 33 (34); Rm 6,3-11; Lc 24,13-35. t.me/santoavvenire © riproduzione riservata