Il Vangelo e quell’amore che sovverte l’ordine

31 DIC 52
Ultimo aggiornamento: 10:39 | 15 MAG 25
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È un amore radicale che sovverte l’ordine costituito, quello portato dai testimoni del Vangelo. Ecco perché fin dal principio i cristiani sono stati vittime di persecuzioni e di violenze da parte dei potenti, che si sono sentiti minacciati dal potere dell’amore del Risorto. È di questo amore che ci parla la storia dei due santi martiri Faustino e Giovita, uccisi nel II secolo a Brescia. Secondo la tradizione essi erano entrambi di famiglia pagana ed erano cavalieri dell’impero. Vennero convertiti al cristianesimo, però, dal vescovo Apollonio che in seguito ordinò Faustino prete e Giovita diacono. Il loro successo nella predicazione a Brescia suscitò l’ira dei “tutori” dell’ordine e della vita pubblica della città. Venne quindi chiesto al governatore della Rezia, Italico, di intervenire. Egli quindi denunciò i due come nemici della religione pagana (e quindi dell’impero) davanti allo stesso imperatore Adriano, approfittando di una sua visita a Milano. Alla richiesta di rinnegare la propria fede e di sacrificare al dio sole, essi rifiutarono. Vennero quindi condannati a morte, ma furono salvati da diversi prodigi. Furono quindi allontanati da Brescia e portati a Milano, Roma e Napoli: in nessun luogo fu possibile, però, dare loro la morte. Riportati a Brescia furono decapitati il 15 febbraio di un anno tra il 120 e il 134. Altri santi. Santa Giorgia, vergine (VI sec.); beato Michele Sopocko, sacerdote (1888-1975). Letture. Romano. Gen 3,9-24; Sal 89; Mc 8,1-10. Ambrosiano. Es 21,1;23,1-3.6-8; Sal 97 (98); Gal 5,16-23; Gv 16,13-15. Bizantino. 1Tm 6,11-16; Lc 20,46-21,4. t.me/santoavvenire © riproduzione riservata