Amare Dio significa dedicarsi al prossimo

31 DIC 52
Ultimo aggiornamento: 10:59 | 15 MAG 25
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Amare Dio significa amare il prossimo, le sorelle e i fratelli con cui si condivide questo nostro tempo, ecco perché chi cerca l’Infinito non può ignorare il cammino comune dell’umanità. E fu in questo orizzonte che si mosse lungo la sua esistenza Maddalena di Canossa, fondatrice di due congregazioni religiose: i Figli e le Figlie della Carità. Nata nel 1774 a Verona da famiglia nobile, rimase orfana di padre in tenera età nel 1779 e due anni dopo la madre si risposò abbandonando Verona. Maddalena Gabriella e le sorelle vengono affidate a un’istitutrice. Sensibile e attenta agli altri, cominciò ben presto a sentire il desiderio di vivere dedicandosi a Dio e a chi è nel bisogno. Tra il 1791 e il 1792 fece un’esperienza di vita religiosa ritirata nel monastero di Santa Teresa a Verona. Sentiva però di essere chiamata a un apostolato attivo, così, tornata a palazzo, dal 1801 cominciò a lavorare al progetto di una comunità di religiose dedite soprattutto all’educazione. Iniziò con poche giovani affascinate da questo progetto in via Filippini: la comunità attirò presto altre compagne e nel 1808 vennero fondate le Figlie della Carità (le Canossiane) nel monastero dei Santi Giuseppe e Fidenzio. L’opera crebbe in fretta e nel 1831 a Venezia fondò anche i Figli della Carità. Nel 1835 la fondatrice morì a Verona. Altri santi. San Beda il Giovane, monaco (IX sec.); san Macario d’Armenia, pellegrino (X-XI sec.). Letture. Romano. Gen 17,3-9; Sal 104; Gv 8,51-59. Ambrosiano. Gen 49,29-50,13; Sal 118 (119),145-152; Pr 31,1-9; Gv 7,43-53. Bizantino. Aliturgico. t.me/santoavvenire © riproduzione riservata