Il crollo del 76 per cento delle importazioni di concentrato di pomodoro cinese verso l’Italia rivela un cambio di rotta. Mentre il governo oscilla tra sospetti geopolitici e nuovi equilibri con l’America di Trump, sono le aziende a prendere l’iniziativa sul lavoro forzato nello Xinjiang e sulla concorrenza sleale, lasciando la politica in ritardo