Cecilia Nicolini, da Codogno al tetto d'Italia: è sua la Coppa Italia di A2 di volley
Mai così in alto. Il grande weekend della pallavolo italiana “rosa” all’Unipol Arena ha regalato una domenica indimenticabile a Cecilia Nicolini, palleggiatrice classe 1994 di Codogno e perno in campo dell’Omag Mt San Giovanni in Marignano, fresca vincitrice della Coppa Italia A2 Frecciarossa a Casalecchio. Le romagnole hanno battuto 3-0 in una finale più combattuta di quanto dica il risultato finale l’Itas Trentino guidata dall’ex ct azzurro Davide Mazzanti. “All’indomani – confessa Cecilia – con le mie compagne dicevo che non mi era mai capitato di giocare la partita più importante e avere la certezza di vincerla: un mood di serenità e voglia di vincere non mi faceva venire pensieri diversi, con un’eventuale sconfitta legata a una grande prova di Trento. Questo nostro stato ci ha dato serenità e determinazione, ero certa che avremmo dato tutto e così è stato. In campo dalla nostra parte c’era la sensazione di avere la partita in mano e la situazione sotto controllo nonostante l’equilibrio in ogni set. Ci capita spesso durante il campionato, è sinonimo di grande consapevolezza di ognuna di noi sia della stima reciproca tra noi ragazze: sappiamo quanto valiamo, poi ogni vittoria alimenta questo circolo”.
L’ARTICOLO DI LUCA ZILIANI SU LIBERTÀ

Mai così in alto. Il grande weekend della pallavolo italiana “rosa” all’Unipol Arena ha regalato una domenica indimenticabile a Cecilia Nicolini, palleggiatrice classe 1994 di Codogno e perno in campo dell’Omag Mt San Giovanni in Marignano, fresca vincitrice della Coppa Italia A2 Frecciarossa a Casalecchio. Le romagnole hanno battuto 3-0 in una finale più combattuta di quanto dica il risultato finale l’Itas Trentino guidata dall’ex ct azzurro Davide Mazzanti.
“All’indomani – confessa Cecilia – con le mie compagne dicevo che non mi era mai capitato di giocare la partita più importante e avere la certezza di vincerla: un mood di serenità e voglia di vincere non mi faceva venire pensieri diversi, con un’eventuale sconfitta legata a una grande prova di Trento. Questo nostro stato ci ha dato serenità e determinazione, ero certa che avremmo dato tutto e così è stato. In campo dalla nostra parte c’era la sensazione di avere la partita in mano e la situazione sotto controllo nonostante l’equilibrio in ogni set. Ci capita spesso durante il campionato, è sinonimo di grande consapevolezza di ognuna di noi sia della stima reciproca tra noi ragazze: sappiamo quanto valiamo, poi ogni vittoria alimenta questo circolo”.
“All’indomani – confessa Cecilia – con le mie compagne dicevo che non mi era mai capitato di giocare la partita più importante e avere la certezza di vincerla: un mood di serenità e voglia di vincere non mi faceva venire pensieri diversi, con un’eventuale sconfitta legata a una grande prova di Trento. Questo nostro stato ci ha dato serenità e determinazione, ero certa che avremmo dato tutto e così è stato. In campo dalla nostra parte c’era la sensazione di avere la partita in mano e la situazione sotto controllo nonostante l’equilibrio in ogni set. Ci capita spesso durante il campionato, è sinonimo di grande consapevolezza di ognuna di noi sia della stima reciproca tra noi ragazze: sappiamo quanto valiamo, poi ogni vittoria alimenta questo circolo”.