Scuola dimenticata

Laura Valenti, Segretaria Generale Flc Cgil Cremona, fa il punto della situazione riguardante il mondo della scuola, a partire dallo sciopero proclamato dalla stessa Flc Cgil con le altre organizzazioni sindacali lo scorso 30 maggio.
Quali sono state le motivazioni dello sciopero?
«Non c’erano tante altre strade perché con la pubblicazione del decreto sulla scuola dove il governo ancora una volta persegue la strada dell’atto unilaterale, senza nessun confronto con il mondo della scuola e con le organizzazioni sindacali e ancora una volta e dopo due anni quasi tre di pandemia, in cui la scuola si è completamente reinventata, e con una guerra purtroppo ancora in corso il mondo della scuola non viene ascoltato. Il governo decide e va dimenticando che il 20 maggio 2021 proprio il presidente del Consiglio Draghi con le organizzazioni sindacali aveva siglato un patto per la scuola che prevedeva impegni precisi per il rilancio della scuola, la valorizzazione del personale scolastico, la promozione del protagonismo di tutte le componenti del mondo della scuola. Noi abbiamo proclamato lo sciopero della scuola e sono convinta non solo che abbiamo fatto bene a farlo ma anche che dobbiamo andare avanti, e questo perché lo sciopero non è mai un fine ma un mezzo, lo sciopero è uno strumento di partecipazione democratica e purtroppo sbagliamo se pensiamo che non è più uno strumento per incidere nelle dinamiche sociali, per far crescere la nostra democrazia»...
«Non c’erano tante altre strade perché con la pubblicazione del decreto sulla scuola dove il governo ancora una volta persegue la strada dell’atto unilaterale, senza nessun confronto con il mondo della scuola e con le organizzazioni sindacali e ancora una volta e dopo due anni quasi tre di pandemia, in cui la scuola si è completamente reinventata, e con una guerra purtroppo ancora in corso il mondo della scuola non viene ascoltato. Il governo decide e va dimenticando che il 20 maggio 2021 proprio il presidente del Consiglio Draghi con le organizzazioni sindacali aveva siglato un patto per la scuola che prevedeva impegni precisi per il rilancio della scuola, la valorizzazione del personale scolastico, la promozione del protagonismo di tutte le componenti del mondo della scuola. Noi abbiamo proclamato lo sciopero della scuola e sono convinta non solo che abbiamo fatto bene a farlo ma anche che dobbiamo andare avanti, e questo perché lo sciopero non è mai un fine ma un mezzo, lo sciopero è uno strumento di partecipazione democratica e purtroppo sbagliamo se pensiamo che non è più uno strumento per incidere nelle dinamiche sociali, per far crescere la nostra democrazia»...
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