Telegram arriva nelle scuole

20 MAG 16
Ultimo aggiornamento: 16:07 | 16 MAG 25
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E’ stata definita “la spina nel fianco di Whatsapp”, simile nella comunicazione ma con funzioni inedite. Ecco Telegram, applicazione tra le più scaricate al mondo, che ora approda per la prima volta in Italia anche nella scuola. E sarà una nuova rivoluzione telematica.
“Si tratta di un’applicazione di messaggistica istantanea che offre molte delle funzioni già presenti su Whatsapp ma anche altre totalmente inedite” – spiega il dirigente sindacale Uil Scuola Cremona- Lodi, nonché ideatore del canale Telegram, Oreste Pegno –. Ad esempio con Telegram si possono inviare file fino a 1Giga byte ciascuno in assoluta sicurezza.  Ed ora, per la prima volta in Italia, sarà usato anche nella scuola.
“Noi come Uil Scuola Cremona Lodi siamo i primi ad aver creato un canale Telegram (https://telegram.me/uilscuolacremonalodi), ovvero uno spazio dedicato al mondo della scuola in cui è possibile scaricare materiale, ricevere approfondimenti, e leggere tutti gli aggiornamenti in tempo reale e soprattutto in modo assolutamente gratuito”.  I canali, che rappresentano una delle funzioni più interessanti di questa nuova applicazione,  possono così essere utilizzati anche nella scuola: per inviare messaggi dalla segreteria ai docenti, per raggiungere contemporaneamente tutti i membri del consiglio di classe, per comunicare a studenti e genitori eventi straordinari e, non ultimo, per parlare alla classe senza che il docente lasci agli studenti il numero di cellulare. Avendo anche un indirizzo web, possono facilmente essere inseriti nei siti delle scuole. Basta installare sul pc, smartphone o tablet il programma, cliccare su “Unisciti al canale”.  E il gioco è fatto.
“Proprio così – conclude Pegno -. E’ davvero tutto molto semplice. Vede vogliamo offrire a tutto il personale della scuola, iscritti e non iscritti al nostro sindacato, una bussola sul mondo scolastico da leggere in pochi minuti sul proprio smartphone. Come un’agenda del giorno, un mix fra notizie e scadenze importanti, il tutto racchiuso in un solo sms, con link di documenti e immagini, incluse news in anteprima, come è successo per le regole del concorso e definizione di ambiti. Insomma: uno strumento unico e innovativo che si affianca al nostro servizio di newsletter, più approfondito, che inviamo ai nostri iscritti. E non solo: nel weekend consigliamo letture di più ampio respiro, che vanno oltre la stretta attualità e cronaca scolastica, per capire la nostra società e il mondo che verrà. La scuola pubblica rimane, per noi, comunque, il fulcro sostanziale su cui determinare lo sviluppo economico e sociale del Paese”.
Come Nasce Telegram.
Dietro Telegram c’è un ragazzo, ha da poco compiuto trent’anni e dicono che assomigli a Neo, il protagonista di Matrix. Si chiama Pavel Durov, nato a San Pietroburgo ma cresciuto a Torino. Per stare in contatto con gli amici, gli è venuta voglia di fare VKontakte, una sorta di  Facebook russo ma quando il governo gli ha ordinato di chiudere le pagine  Durov ha risposto con un tweet memorabile, facendosi pubblicamente beffe dell'ordine. E, con quattro amici ingegneri, ha dato vita a Telegram, pubblicando il progetto in rete affinché tutti potessero verificare che era vero. In palio 100 mila dollari per chiunque trovasse difetti nel sistema. Una volta, ha persino pagato. E ringraziato.