Scuole private? La base perfetta per un’ottima carriera

11 MAR 16
Ultimo aggiornamento: 16:02 | 16 MAG 25
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Lo rivela un sondaggio promosso dall’organizzazione benefica Sutton Trust, che tra i top professionisti presi in esame conta anche tanti laureati a Oxbridge (la fusione di Oxford e Cambridge), le due università più prestigiose del Regno Unito, pubbliche sì, ma di fatto appannaggio quasi esclusivo degli studenti di scuole private. Figura così la situazione in Gran Bretagna,dove i rampolli di buona famiglia e privatamente istruiti dominano le classifiche di tutte le professioni prestigiose. E’ vero per i giornalisti, per i medici, per gli avvocati, per il business, per la carriera militare e persino per gli attori. Insomma la scontata verità che ricevere una buona istruzione, e possibilmente privata, ti dia un atout nella vita professionale, è sempre vera, anche nei campi dove si è portati a pensare che tutto sommato la vera scuola di vita sia altrove.
L’analisi ha preso in esame i professionisti migliori in ogni settore, per concludere che una scuola privata aumenta sensibilmente le chance di vincere un Oscar, un Pulitzer, un Nobel, una causa, una cattedra, un primariato, ecc. Tra le categorie dove la scuola di provenienza conta meno c’è la musica, ma anche in questo caso i graduates di una certa provenienza hanno una chance in più. I ricercatori del Sutton Trust hanno guardato infatti a molte professioni, pescando da una lista di 1200 avvocati, manager, medici, giornalisti, politici, militari, attori e cantanti pop al vertice della propria carriera e verificando la frequenza con la quale al successo corrisponde un determinato percorso scolastico. Stupisce che il risultato sia in linea anche nel campo dello spettacolo, dove si è più portati a pensare che le strade percorse possano essere meno canoniche. Il 42 per cento dei vincitori dei Bafta, per esempio, ha studiato privatamente e proviene sempre dalle solite blasonate independent schools (che in Inghilterra sono le scuole private), mentre tra i vincitori degli Oscar la percentuale sale al 67 per cento, più o meno come nel caso dei giudici.
Difficile, se non impossibile, è stabilire se nasca prima l’uovo o la gallina, ovvero se è la cultura eccellente a offrire maggiori opportunità lavorative a tutto tondo o se i giovani sfornati da certe scuole provengano già per definizione da contesti famigliari che godono dei contatti giusti e di una rete di conoscenze fondamentale per salire sul podio. 
Sta di fatto che un’élite socio-economica e culturale continua a dominare la Gran Bretagna, senza miglioramenti significativi rispetto al passato, e le roccaforti di questi privilegiati continuano a essere le solite scuole. Un discorso a sé meritano gli studenti usciti da Oxford e Cambridge che, nonostante siano atenei pubblici, sono prevalentemente frequentati da chi ha un percorso di scuola privata alle spalle. E ad accentuare la preoccupazione che esista un gap eccessivo tra have e have not è anche un recentissimo rapporto governativo che punta il dito proprio contro Oxbridge, sostenendo che tra i ragazzi selezionati dai due prestigiosi atenei ci sono troppi privilegiati (seppur bravi) e pochi ragazzi «normali» e meritevoli.