Un fondo di solidarietà per la mensa dei bambini

27 NOV 14
Ultimo aggiornamento: 23:5017 GIU 26
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Mensa e famiglie insolventi. Un problema diffuso su tutto il territorio provinciale soprattutto in tempo di crisi. Che fare? La questione è economica e sociale, soprattutto perchè di mezzo ci sono dei minori. Le amminsitrazioni comunali si dividono tra quelle più rigide nel recupero crediti e quelle più favorevoli a tener conto dell'aspetto sociale. Il tema ormai da settimane tiene banco a Casalmaggiore dividento maggioranza e opposizione. Nei giorni scorsi però il sindaco Filippo Bongiovanni ha firmato un Protocollo tra Comune e organizzazioni sindacali che cerca di trovare una mediazione tra le due esigenze ma prestando un occhhio di riguardo per i bambini.
Ecco il testo del protocollo firmato:
Dopo il lungo e sereno confronto, le parti convengono che permane la necessità di reperire informazioni che chiariscano ulteriormente le motivazioni della non frequenza del servizio e che è utile avere dati dalle Scuole per un raffronto con gli anni scolastici precedenti.
Il Sindacato sottolinea che appare evidente, purtroppo anche in altri comuni, che la motivazione economica rappresenti una componente rilevante.
Le parti convengono quindi che:
1. Il servizio mensa si colloca all’interno del progetto educativo del tempo pieno tanto che, durante tale tempo, sono i docenti delle scuola che ne garantiscono sia l’assistenza ai minori che il progetto didattico.
2. Gli alunni che frequentano il tempo pieno, salvo individuali decisioni delle famiglie che devono rappresentare un’eccezione, sono ammessi al servizio mensa.
3. Si riconosce altresì all’Amministrazione comunale il compito di vigilare affinché le quote del servizio vengano regolarmente versate. Fatto salvo particolari segnalazioni dei servizi sociali.
4. Si conviene che l’Amministrazione continui nella fase di recupero crediti, attraverso progetti di rientro appositamente predisposti che salvaguardino però la riservatezza nei confronti dei bambini.
5. Il Sindacato, tenuto conto dell’aggravarsi della situazione di povertà delle famiglie, ma considerando che l’Amministrazione deve recuperare, anche se in parte, i costi del servizio che risultano a carico di tutta la collettività, chiede l’istituzione di un FONDO DI SOLIDARIETA’ che possa sopperire alle difficoltà sopra descritte.
6. Il Sindacato precisa che l’accesso a tale fondo dovrà essere regolamentato con criteri trasparenti e resi noti alla cittadinanza e che sia il servizio pubblico a verificare l’oggettiva necessità dei richiedenti.
7. Tale fondo potrà prevedere versamenti sia di contribuenti privati che pubblici, di singoli cittadini piuttosto che di associazioni o forme collettive di aggregazione.
Si conviene quindi che l’Amministrazione si attivi nel più breve tempo possibile per la costituzione di tale fondo, confrontandosi anche con altre esperienze già in atto nel territorio.
Le parti convengono che,
reperiti gli ulteriori dati e tenuto conto degli esiti del confronto che si dovrà aprire con le parti sociali per l’impatto che produrrà l’applicazione della nuova normativa ISEE che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2015,
sarà necessario riesaminare il regolamento di accesso ai servizi affinché si tenga conto delle nuove e diverse problematiche emergenti.
Nel frattempo si conviene che nessun bambino è mai stato né sarà discriminato per ragioni economiche, ma che questo non esclude il prosieguo dei progetti finalizzati al recupero delle tariffe che, per loro natura, debbono tener conto delle reali ed oggettive disponibilità economiche delle famiglie, nel rispetto dei criteri regolamentati dall’Amministrazione Comunale, che già prevedono fasce di esenzione, fatte salve le eventuali modifiche che potranno scaturire dal confronto tra le parti negli incontri di cui sopra.
Pur prendendo atto della complicata situazione, le parti ritengono di aver compiuto un passo significativo verso il supporto delle famiglie.