Cosa mettere in valigia quando si parte? I consigli dei professionisti

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Ultimo aggiornamento: 22:0813 GIU 26
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Cosa mettere in valigia quando si parte? Come essere sicuri di non dimenticare nulla? Non esiste questa possibilità, ma ecco i consigli di diversi professionisti per essere preparati al meglio in base alle proprie esigenze, a cominciare dalla conduttrice tv ed esperta di viaggi Licia Colò. Classe 1962, conduttrice televisiva e autrice di numerosi libri. Ha girato il mondo seguita dalle telecamere del programma “Alle falde del Kilimangiaro”, che conduce dal ‘98 per Rai3. Viaggi e animali sono da sempre la sua più grande passione.
Qual è stato il viaggio più bello della sua vita?
«Sono ottimista, per cui mi piace pensare che sia il prossimo che farò. Per il resto è impossibile scegliere, non esiste un viaggio più bello di tutti gli altri. Ci sono ricordi stupendi, emozioni indimenticabili, quelli sì, per lo più legati alle persone che mi hanno accompagnato durante le mie avventure. Nel corso degli anni ho potuto visitare posti bellissimi, nel continente africano, in Australia, ma anche in Europa. I fiordi norvegesi, per esempio, sono spettacolari. Ecco, i miei viaggi preferiti sono senz’altro quelli nella natura».
Che cosa non deve mai mancare nella sua valigia?
«Ovviamente dipende dal viaggio, è sempre buona norma documentarsi sulla propria destinazione per non farsi prendere alla sprovvista. In questo momento sono ad Arbatax, in Sardegna. Per questo direi innanzitutto il costume da bagno. Poi i solari, visto che è importantissimo prendersi cura della propria pelle. Un cappello, per evitare brutte insolazioni. E una sciarpetta: l’aria condizionata di certi locali mi massacra».
Le capita mai di dimenticare a casa qualcosa di essenziale?
«E' successo moltissime volte, soprattutto nei miei primi viaggi. Preparavo una valigia assolutamente disorganizzata. Poi con il tempo ho imparato a preparare una lista, per verificare di non essermi dimenticata nulla. Quando si va in certi posti è assolutamente indispensabile. Ora invece sto vivendo una seconda giovinezza e sono tornata alla valigia delle origini. E se manca qualcosa... beh, poco importa».
GLI SPUNTI DEI PROFESSIONISTI – Ed ecco le tre cose che porterebbero in vacanza alcuni professionisti di ambiti differenti. Chiara Rota, 37 anni, mamma di due bimbi, dice: «Non parto mai senza il kit salute, che comprende farmaci di base, come tachipirina, antibiotico e termometro. Importante non dimenticare il gioco preferito e uno spuntino, da proporre in qualsiasi momento del viaggio». Sara Anversa, 23 anni, fashion blogger, spiega: «È difficile scegliere cosa portare e cosa lasciare a casa... i bagagli per me sono un vero incubo! Nella mia valigia non possono mancare un maxy dress, perché con i giusti accessori si può indossare sia di giorno che di sera, un bikini a fascia, un sandalo flat, tanti bijoux e un turbante». Marta Frittoli, invece, 29 anni, campionessa di judo quando viaggia «per una gara internazionale ovviamente non puà mancare la mia cintura preferita per il judogi, la divisa da gara. Poi una sciarpa colorata dalle mille funzioni in qualsiasi condizione climatica e un paio di comodissime ballerine per fare due passi». «Porto sempre con me il pc portatile e una borsa di libri, indispensabili entrambi per lavorare come ricercatore universitario in storia medioevale – è il punto di Cristiano Zanetti, 38 anni –. E poi, il terzo oggetto immancabile è la mia carta di credito nel portafoglio». Lucio “Violino” Fabbri, 58 anni, musicista in vacanza porterebbe «una chitarra, un portatile, per scrivere musica senza far volare via i fogli e una valigia enorme con dentro di tutto, dalle Hawaianas al giaccone invernale, quest’anno non si sa mai che temperatura si può trovare... meglio esser pronti a tutto!». Marco Pradini, titolare del Nelson Pub argomenta: «In valigia metterei il disco Born to run di Bruce Springsteen, uno strumento musicale, è indifferente che si tratti di una chitarra o di un'armonica, e... una griglia! Per essere pronto a qualsiasi circostanza. Il cellulare non lo voglio proprio».