Beppe Severgnini ai giornalisti in erba: «Scrivete bene, se il lettore non capisce la colpa è di chi scrive»

Giovani penne crescono. Le realtà dell'editoria d'istituto sono numerose in provincia, e per aiutare a comprendere che cosa significhi essere un giornalista è stato chiesto il punto di vista di uno che di giornalismo ne mastica da un bel pezzo. Beppe Severgnini, giornalista nato a Crema nel 1956 è stato corrispondente in Inghilterra, Usa e Cina per “Il Giornale” e “La Voce”. Oggi è editorialista per “Il Corriere della Sera”. Nella sua carriera ha scritto oltre 20 libri.
Come ha iniziato?
«Ho incominciato all’università, scrivevo di Crema per il quotidiano “La Provincia”. Tenevo una rubrica che si chiamava “Parlar sul Serio” nella quale ironizzavo sui fatti di cronaca. Quegli articoli sono stati raccolti in un libro, pubblicato in circa 500 copie e diventato una sorta di cimelio per collezionisti. I miei articoli, poi, sono arrivati nelle mani di Indro Montanelli, che mi ha voluto con sé. Mi ha detto: “Se sei abituato a scrivere di una piccola realtà come Crema, non farai alcuna fatica con Cina e Stati Uniti”».
Si ricorda il suo primo articolo?
«Certo, è appeso nel mio ufficio, è del 21 gennaio del ‘79. Si intitola “Carrozzieri a Tahiti (grazie alla neve)”. Era un commento sulle officine che avevano guadagnato una piccola fortuna grazie ai ragazzi che facevano i testacoda con l’auto nei parcheggi».
Quindi non scriveva sul giornale d’istituto?
«Quando ho frequentato il Liceo Racchetti non c’era ancora il giornale. Ci si allenava con i temi e con le lettere per gli amici di penna. Tra l’altro devo ancora oggi ringraziare la professoressa Paola Cazzaniga Milani: scrivevo in modo barocco e ridondante, è stata lei a insegnarmi lo stile che utilizzo tuttora».
Qualche consiglio per i giornalisti in erba?
«Innanzitutto cercate di divertirvi. Usate l’ironia, che è la sorella laica della misericordia. E poi scrivete bene, che di solito significa scrivere meno, in modo più asciutto possibile. Per il resto, ricordate solamente una cosa: dovete scrivere per chi legge, non per voi stessi. Se il lettore non capisce non è colpa sua, perché stanco, distratto o incompetente. La colpa è sempre di chi scrive».
Come ha iniziato?
«Ho incominciato all’università, scrivevo di Crema per il quotidiano “La Provincia”. Tenevo una rubrica che si chiamava “Parlar sul Serio” nella quale ironizzavo sui fatti di cronaca. Quegli articoli sono stati raccolti in un libro, pubblicato in circa 500 copie e diventato una sorta di cimelio per collezionisti. I miei articoli, poi, sono arrivati nelle mani di Indro Montanelli, che mi ha voluto con sé. Mi ha detto: “Se sei abituato a scrivere di una piccola realtà come Crema, non farai alcuna fatica con Cina e Stati Uniti”».
Si ricorda il suo primo articolo?
«Certo, è appeso nel mio ufficio, è del 21 gennaio del ‘79. Si intitola “Carrozzieri a Tahiti (grazie alla neve)”. Era un commento sulle officine che avevano guadagnato una piccola fortuna grazie ai ragazzi che facevano i testacoda con l’auto nei parcheggi».
Quindi non scriveva sul giornale d’istituto?
«Quando ho frequentato il Liceo Racchetti non c’era ancora il giornale. Ci si allenava con i temi e con le lettere per gli amici di penna. Tra l’altro devo ancora oggi ringraziare la professoressa Paola Cazzaniga Milani: scrivevo in modo barocco e ridondante, è stata lei a insegnarmi lo stile che utilizzo tuttora».
Qualche consiglio per i giornalisti in erba?
«Innanzitutto cercate di divertirvi. Usate l’ironia, che è la sorella laica della misericordia. E poi scrivete bene, che di solito significa scrivere meno, in modo più asciutto possibile. Per il resto, ricordate solamente una cosa: dovete scrivere per chi legge, non per voi stessi. Se il lettore non capisce non è colpa sua, perché stanco, distratto o incompetente. La colpa è sempre di chi scrive».
I GIOVANI DEL CREMONESE – Negli istituti cremonesi è in voga il giornalino scolastico. Ecco gli spunti di sei ragazzi che fanno parte di alcune redazioni del Cremonese.
Stefano Donzelli, Liceo Classico G. Romani, Casalmaggiore
«Applicare le competenze acquisite tra i banchi in un ambito diverso da quello scolastico è coinvolgente è stimolante. Non credo che quella del giornalista sarà la mia professione ma credo di essermi calato bene in questi panni».
Giulia Ghidelli e Cosima Neumann, 18 anni, 3ª Liceo Manin. Co-direttrici di “Maninalto-Il franco tiratore”, bimensile
«Tanto impegno, ma ottima esperienza formativa. Ci ha fatto conoscere da vicino il mondo del lavoro, tra gestione di persone e nell’organizzazione dei tempi nostri e dei collaboratori».
Luca Guarneri, 16 anni, 2ª Liceo Scienze Sociali Anguissola, caporedattore da due anni di “Hic sunt leones”, pubblicazione semestrale da 30 pagine
«Grande opportunità di crescita. Mette a dura prova la capacità organizzativa ma dà molte soddisfazioni. Ho potuto intervistare personaggi famosi, come Fiorella Mannoia».
Barbara Tamborrini, corso di Operatrice del Benessere IC, Casalmaggiore, “S. Chiara”
«Il giornalino dell’istituto è stata una bella esperienza non solo perché mi ha fatto scoprire che scrivere mi piace ma anche perché mi ha dato occasione di approfondire argomenti scolastici e di attualità».
Teresa Bertazzoli, 15 anni, 1° Liceo Artistico Munari Crema. Vice direttrice di “Generazione Webzine”, web magazine
«Abbiamo studiato un progetto basato sulle nuove tecnologie, questa è la prima edizione.
La passione è nata sul campo, grazie alla collaborazione di professore e compagni di classe».
Gaia Silvani, 15 anni, 1° Liceo Artistico Munari Crema. Vice direttrice di “Generazione Webzine”, web magazine
«Ho imparato ad essere responsabile e organizzare meglio il lavoro, sperimentando un’attività che prima non conoscevo. In futuro mi piacerebbe collaborare com una rivista di arte o design».
Stefano Donzelli, Liceo Classico G. Romani, Casalmaggiore
«Applicare le competenze acquisite tra i banchi in un ambito diverso da quello scolastico è coinvolgente è stimolante. Non credo che quella del giornalista sarà la mia professione ma credo di essermi calato bene in questi panni».
Giulia Ghidelli e Cosima Neumann, 18 anni, 3ª Liceo Manin. Co-direttrici di “Maninalto-Il franco tiratore”, bimensile
«Tanto impegno, ma ottima esperienza formativa. Ci ha fatto conoscere da vicino il mondo del lavoro, tra gestione di persone e nell’organizzazione dei tempi nostri e dei collaboratori».
Luca Guarneri, 16 anni, 2ª Liceo Scienze Sociali Anguissola, caporedattore da due anni di “Hic sunt leones”, pubblicazione semestrale da 30 pagine
«Grande opportunità di crescita. Mette a dura prova la capacità organizzativa ma dà molte soddisfazioni. Ho potuto intervistare personaggi famosi, come Fiorella Mannoia».
Barbara Tamborrini, corso di Operatrice del Benessere IC, Casalmaggiore, “S. Chiara”
«Il giornalino dell’istituto è stata una bella esperienza non solo perché mi ha fatto scoprire che scrivere mi piace ma anche perché mi ha dato occasione di approfondire argomenti scolastici e di attualità».
Teresa Bertazzoli, 15 anni, 1° Liceo Artistico Munari Crema. Vice direttrice di “Generazione Webzine”, web magazine
«Abbiamo studiato un progetto basato sulle nuove tecnologie, questa è la prima edizione.
La passione è nata sul campo, grazie alla collaborazione di professore e compagni di classe».
Gaia Silvani, 15 anni, 1° Liceo Artistico Munari Crema. Vice direttrice di “Generazione Webzine”, web magazine
«Ho imparato ad essere responsabile e organizzare meglio il lavoro, sperimentando un’attività che prima non conoscevo. In futuro mi piacerebbe collaborare com una rivista di arte o design».