"Donna e maternità", la parola ai ragazzi otto scuole per interpretare il tema proposto per la IX edizione del Premio Adelmi

5 MAG 13
Ultimo aggiornamento: 08:4813 GIU 26
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Donna e maternità. Sembra impossibile racchiudere in un solo concetto un mondo tanto ricco di sfaccettature, che varia con il passare degli anni e il susseguirsi delle esperienze di vita. Ci hanno provato gli alunni delle otto scuole partecipanti alla nona edizione del premio Anna Adelmi, promosso dal centro di ricerca Alfredo Galmozzi. Figura da sogno per i più piccoli, fonte d’ispirazione e di forza per i più grandi che, soprattutto se ragazze, amano immedesimarsi nel ruolo che un giorno forse apparterrà anche a loro. Alla scuola media “Galmozzi” di Crema, spirito d’osservazione e fantasia sono gli ingredienti essenziali per raccontare la sfera degli affetti: «Io e i miei compagni di classe abbiamo creato un gioco con ombre e figure ispirate alla mamma, che raccoglie tutti gli elementi del nostro mondo e dà loro un significato» racconta Nicholas Caffettani, 12 anni, classe 2G. «E’ una figura importante, che insegna molte cose e fa parte della nostra fantasia, per questo abbiamo provato ad immaginarla come in un sogno». La classe di Nicholas ha collaborato con la 1H, la prima classe della scuola ad indirizzo musicale, che ha costruito in laboratorio strumenti “poveri” che verranno utilizzati durante la performance finale per realizzare la musica di sottofondo alla performance della 2G. Analitiche e consapevoli le ragazze del liceo delle Scienze Umane “Racchetti”: «Abbiamo trattato la maternità in adolescenza lavorando in gruppi e creando cartelloni su diversi temi come rischi, malattie, cure, prevenzione – spiega Stefania Provezza della 2A, 16 anni – E’ un tema che ci ha coinvolte molto, soprattutto nella ricerca di testimonianze da parte di nostre coetanee». Stessa opinione per la compagna di classe Sara Bianchessi: «E’ stato un progetto interessante perché mi ha permesso di approfondire tutti gli aspetti legati alla maternità, ci siamo immedesimate per capire quali siano le difficoltà soprattutto per le mamme teenager, come cambia il loro mondo, dalla famiglia alle amicizie». Le ragazze della 3° hanno affrontato invece la maternità in ottica economico-sociale, per approfondire la figura moderna della donna tra affetti e carriera: «E’ molto difficile aggregare le due cose – commenta Greta Marchesi, 16 anni – Bisogna trovare un punto d’incontro, anche per una donna è possibile raggiungere posizioni di leadership e costruire una famiglia». Consapevole e determinata anche Giorgia Tinini, 17 anni: «Questo progetto ci ha fatte riflettere sulla situazione femminile all’interno della società, una donna deve mettere in conto che dovrà fare più fatica rispetto ai colleghi per raggiungere obiettivi più alti, ma con il giusto impegno e qualche sacrificio può riuscirci».