Viaggio della Memoria: «A Strasburgo un'alta integrazione razziale, quando potrà essere così anche in Italia?»

Ormai rientrati in Italia i quasi 500 studenti di 15 scuole superiori del Cremonese, dopo l'esperienza formativa nel 19° Viaggio della Memoria. Ecco le alcune impressioni dopo la visita dell'ultimo giorno a Strasburgo, alla sede del Parlamento europeo: «È già arrivato l'ultimo giorno. Oggi visitiamo Strasburgo. Questa città è il simbolo dell'avvenuta pace tra Francia e Germania, ospitante il Parlamento europeo. Questa mattina, però, ci dedichiamo a una visita prettamente turistica. La città è veramente bella. L'attrazione principale è la cattedrale, che vanta un orologio completamente meccanico che funziona alla perfezione, nonostante abbia più di quattro secoli. Fa veramente molto caldo, sembra estate. Quando siamo liberi di percorrere la città, noto soprattutto il rapporto stretto tra le diverse etnie della città. Chissà se questo potrà mai avvenire in Italia. Le case tradizionali ci portano, in questo decennio rivoluzionato dalla tecnologia, scorci di vita antica. Le case colorate in relazione all'attività che ospitano, i canali divisi artificialmente dedicati ciascuno a un lavoro ben preciso. Tutto questo, per qualche ora, ci fa dimenticare il mondo frenetico di oggi. Dopo aver pranzato è già ora di partire. Non so se torno arricchito di nuove emozioni. Sono ancora fermo al pensiero di due giorni fa: ora non è possibile tornare a uno sterminio come quello avvenuto in Europa, durante la Seconda Guerra Mondiale. Senza immagini precise, senza la tristezza della pioggia e del vento, fatichiamo ancora di più a capire le sofferenze dei perseguitati. Possiamo immaginare le conseguenze storiche, ma non possiamo entrare nel cuore di quelle persone. Lo possiamo soltanto fare in parte, leggendo i libri che ci sono giunti fino a oggi. È stata comunque una bella esperienza, e quello che abbiamo visto ha un significato preciso: quello che oggi reputiamo anormale, è accaduto».