E-book, bocciate... le case editrici: «Quando è uscita la circolare del ministero alcune non erano pronte»

Aprono i libri, fanno esercizi, evidenziano e scrivono. Tutto con un dito. Eppure non mancano i disagi. Al liceo ‘Manin’ i tablet sono apparsi quest’anno in due classi del linguistico e due del classico. Sono stati acquistati dall’istituto grazie all’adesione al progetto Generazione Web; le famiglie hanno pagato soltanto un’assicurazione di 30 euro contro eventuali danni accidentali. Primo passo: l’adeguamento della connessione wi-fi a tutta la struttura, intervento pagato dalla scuola. Poi l’arrivo dei dispositivi elettronici in classe: alcuni insegnanti sono diffidenti, altri inesperti ma ben disposti ad accogliere la tecnologia. Daniela Marzani, docente di francese al linguistico, è la referente per le nuove tecnologie applicate alla didattica. È lei a coordinare il progetto e la formazione dei colleghi, offre supporto ai genitori nell’acquisto dei libri on-line, rileva le criticità agli editori. Perché la sfida è avvincente e costruttiva, ma non priva di difficoltà. «Quando è uscita la circolare del Ministero per l’adozione dei libri digitali, alcuni editori non erano ancora pronti. Spesso ci siamo trovati davanti a e-book scaricabili solo in pdf, un formato con delle limitazioni: testi non interattivi, non compilabili, protetti e spesso criptati, quindi non annotabili dai ragazzi». Sono state così sollecitate le case editrici, per consentire ai ragazzi di interagire sempre più con il libro digitale.