La resistenza europea all’aggressività russa

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
25 SET 25
Ultimo aggiornamento: 13:0717 MAR 26
Tradotto con IA
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Foto Ap, via LaPresse

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C’è un’esclusiva pesante del Financial Times in cui si riporta che Friedrich Merz sostiene il sequestro dei depositi russi in Ue per finanziare l’Ucraina. È un passo di enorme importanza per gli sviluppi del confronto con Mosca, un colpo durissimo per la cerchia putiniana (preparatevi a leggere insulti e maldicenze di ogni tipo contro Merz). È una scelta drammatica, che pone la Germania alla testa del gruppo dei paesi che dentro e fuori l’Ue sta organizzando la resistenza europea all’aggressività russa. Pochi giorni fa Emmanuel Macron aveva completamente escluso la possibilità di agire sui patrimoni russi all’estero.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
Ripeschiamo il buon intervento di Giorgia Meloni all’Onu. E oggi ci sono da registrare anche le parole di Abu Mazen, capo dell’autorità nazionale palestinese (ma indebolito da malgoverno interno e concorrenza travolgente di Hamas).
Fatto #2
I droni che svolazzano sul Nord Europa e la saggezza strategica di cui c’è bisogno.
Fatto #3
Bravo Leonardo Panetta che continua a segnalare e svergognare i negozianti che bloccano l’accesso agli israeliani (ma vorrebbero dire che non vogliono ebrei) in Germania. Questa volta il titolare è un pizzaiolo italiano. E poi ci sono tutti gli altri casi di esclusione antisemita e, a rovescio, l’antiboicottaggio pro-Israele.

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