
Se qualcuno vi chiedesse quale romanzo bisognerebbe inserire nella lista di libri da leggere per avere una vita felice, possibilmente prima del compimento del ventesimo anno, non esitate a citargli Frankenstein: ovvero il moderno Prometeo, scritto da Mary Shelley.Nata a Londra nel 1797 Mary raccolse nella sua vita tre cognomi, ognuno dei quali con un significato ben preciso. Prima di tutto quello della madre, Mary Wollstonecraft, un’agguerrita e sensibile filosofa che propugnava i diritti delle donne, morta pochissimi giorni dopo la nascita della figlia. Poi quello del padre, William Godwin (Stephen Dillane), anch’egli politico e filosofo illuminato. Infine quello del marito, il poeta Percy Bysshe Shelley (Douglas Booth).Certamente non a caso sono donne la regista di questo gioiellino in uscita estiva, Haifaa al-Mansour, che vanta il record di essere la prima dotta autrice di film dell’Arabia Saudita (nel 2012 ci fu modo di apprezzare il suo esordio nel lungometraggio, La bicicletta verde) e la sceneggiatrice Emma Jensen.La brava Elle Fanning interpreta la protagonista, immersa in un’atmosfera intellettuale assai stimolante e intelligente al punto tale da poter confrontarsi alla pari con gli uomini che, anzi, supererà in occasione della scrittura del suo capolavoro.Il film descrive bene, con attenzione alla ricostruzione d’ambiente e allo spirito dell’epoca, le vicende personali di Mary e delle persone che ha occasione di incontrare, che fanno tutt’uno con la sua vitale necessità di riconoscimento e di affermazione. Nel momento in cui intreccia una relazione sentimentale con Shelley, il poeta è già sposato con un’altra donna. Anche la sorellastra di Mary, Claire Clairmont (Bel Powley), aveva una vicenda analoga con quello che era il massimo poeta e vate dell’epoca, Lord George Gordon Byron (Tom Sturridge). Claire rimane incinta e Byron invita lei, Percy e Mary, e l’amico medico e scrittore John William Polidori (Ben Hardy) a trascorrere un periodo di vacanza in una villa sul lago di Ginevra. Il tempo è brutto e per sconfiggere il tedio, Byron sfida gli amici a una gara di scrittura: vincerà chi scriverà la più terrificante delle storie. Dalla sfida usciranno due opere significative: quella di Polidori, Il vampiro, che servirà più avanti come modello anche al Bram Stoker di Dracula, e il romanzo di Mary sulla infelice creatura a cui un arrogante scienziato darà la vita assemblando pezzi di cadavere. Romanzo bellissimo, con una qualità di scrittura eccezionale. È il 1816. Mary ha diciannove anni.