Don Davide Vicentini: «Iniziamo a camminare»
Così il nuovo parroco rivolgendosi alla sua comunità nella Messa di ingresso presieduta dal Vescovo
Redazione Online
02/20/2025
di NICOLA CORDIOLICon la Messa presieduta dal vescovo Domenico Pompili il 9 febbraio si è insediato don Davide Vicentini nella parrocchia di S. Marco Evangelista a Borghetto. Nella chiesetta gremita di fedeli e alla presenza di rappresentanti del Consiglio comunale di Valeggio sul Mincio con il sindaco Alessandro Gardoni, è iniziato il mandato del nuovo parroco, nato a Legnago 53 anni fa e dal 2016 fino a pochi giorni fa parroco di San Zeno alla Zai, a Verona.
Una folla curiosa di conoscere il nuovo prete di riferimento e di rivedere il presule, oggetto di ringraziamenti, attenzioni e strette di mano alla fine, e molto attenta durante l’omelia pronunciata da monsignor Pompili, pronta a correggerlo sommessamente quando in un paio di lapsus ha confuso la comunità di S. Marco chiamandola di S. Anastasia.
Commentando il brano del Vangelo secondo Luca che vede Gesù salire sulla barca di Simone e ordinare ai pescatori di gettare le reti anche se hanno faticato tutta la notte senza successo, e loro eseguono e prendono una quantità enorme di pesci, il Vescovo ha paragonato quel brano a ciò che «a volte accade nella nostra vita, quando sperimentiamo uno scacco matto, o tocchiamo il punto più basso, se veniamo avvicinati da persone moleste a volte accade qualcosa di inedito». Come Pietro «smette di guardare dentro sé stesso e si lascia guidare dall’altro», mentre «accetta e si fida di quell’uomo che aveva iniziato a stimare» e lo accoglie a bordo della barca ed esegue quella richiesta «esagerata e sarcastica, detta da un figlio di un falegname a un pescatore esperto», così «la fede è l’antidoto a quel narcisismo, malattia del nostro tempo, che ci porta a guardare solo noi e non l’altro».
Monsignor Pompili ha concluso l’omelia esortando don Vicentini a seguire l’esempio di Pietro, che «misura la distanza tra lui e l’altro; Gesù si fida di Pietro ma non vuole distruggere la sua identità, ma cambiare i connotati facendolo diventare pescatore di uomini e donne», mentre don Davide «è chiamato da oggi a pescare e a salvare persone di questa comunità; con il suo cuore, la sua intelligenza e la sua volontà sappia mettersi al servizio per salvare l’umano, ciò che è conforme alla nostra umanità… È a questo che il Vangelo serve e a questo la fede punta».
Ha preso parola infine il sindaco Gardoni, a nome dell’amministrazione, dando il benvenuto ai sacerdoti presenti e al Vescovo, ringraziandolo per aver dato un nuovo parroco a Borghetto che «ha un cuore pulsante, con un gruppo di cantori, un gruppo che anima il periodo natalizio con la Stella e un altro ancora che si occupa del Centro aiuto vita».
Dopo un doveroso ricordo di don Luigi Stefanoni, un saluto simpatico è stato rivolto a don Davide da un rappresentante del Consiglio pastorale, avvertendo il nuovo parroco che sarà il benvenuto se vorrà bussare alle porte delle case: ad attenderlo troverà gente pronta ad ascoltarlo davanti a un caffè, una fetta di salame e del buon vino. Ha concluso don Vicentini la celebrazione ringraziando tutti i presenti, evidenziando che «il territorio può aiutarci a far convergere i nostri sguardi e a condividere la fede, a conoscersi pian piano per scoprire i nostri limiti e debolezze… Intanto iniziamo a camminare e dopo vedremo». E Borghetto si presta bene a questo scopo.