Il nazismo è negli occhi di chi guarda
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04/02/2024

Avete presente? Ogni volta che qualcuno, non necessariamente un benpensante, obietta di un’opera letteraria o d’arti visive che più che arte pare pornografia, spunta immediatamente qualcuno più benpensante di lui (ha pensato di mettersi dalla parte dei giusti) che lo inchioda, “la pornografia è negli occhi di chi guarda”, riciclando la frase più o meno attribuita a Egon Schiele. E’ così inflazionato, il bon mot, che ormai si applica a tutti. Un quadro blasfemo? “la blasfemia è negli occhi di chi guarda”. Eccetera. Poi succede che la Adidas, azienda che veste la nazionale di calcio tedesca da 70 anni abbia prodotto una nuova maglia su cui spiccano numeri un po’ retró. Già usata, e nessuno ci ha visto nulla di strano, finché qualcuno ha immaginato che il numero 44 assomiglierebbe troppo al simbolo delle Schutzstaffel, le SS. Lo scandalo (sul nulla) è scoppiato, e Adidas ha bloccato la vendita della maglia 44. Col solito ridicolo mea culpa: “Come azienda ci impegniamo a opporci alla xenofobia, all’antisemitismo, alla violenza e all’odio”. Chiunque non sia obnubilato può vedere che quel numero è solo un numero, disegnato come si faceva una volta a scuola. Ma stavolta “il nazismo è negli occhi di chi guarda” non l’ha detto nessuno.



