Lasciarsi ispirare da Natalia Ginzburg
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02/29/2024

Beata Natalia, Natalia che stavi al piano di sopra, sopra la redazione del Foglio, e che ora sei per me protettrice o almeno ispiratrice, leggendo “Le piccole virtù” ho scoperto che scrivevi sul Mondo e scrivendo io sul giornale erede del Mondo ti sento vicina doppiamente. Poi ho scoperto che eri cattolica: scegliesti il battesimo, da adulta, quindi ti risposasti in chiesa, infine chiedesti funerali cattolici. Mentre gli ignoranti e i pigri continuano a definirti ebrea, condividendo coi nazisti l’idea che contino più il sangue e i cognomi (Levi! Ginzburg!) delle scelte personali. Fra l’altro nelle “Piccole virtù” ho trovato molti passaggi molto evidentemente cristiani, molti riferimenti biblici e non veterotestamentari: neotestamentari.
Nel capitolo “I rapporti umani”, fra le pagine più belle che abbia mai letto, con la suprema praticità del tuo stile poni la questione evangelica del prossimo: “Come amare il nostro prossimo, che ci disprezza e non si lascia amare? Fra case altissime abitate dal prossimo, dal prossimo che non ci ama e che è impossibile amare...”. Insofferente a ogni retorica, a ogni orpello, trascinavi ogni cosa al suo dato essenziale. Come amare questo prossimo tanto odioso? L’ultima parola del capitolo è “misericordia” e sarà questo il modo: praticare la compassione per la comune caducità. Così sia, Natalia.
Nel capitolo “I rapporti umani”, fra le pagine più belle che abbia mai letto, con la suprema praticità del tuo stile poni la questione evangelica del prossimo: “Come amare il nostro prossimo, che ci disprezza e non si lascia amare? Fra case altissime abitate dal prossimo, dal prossimo che non ci ama e che è impossibile amare...”. Insofferente a ogni retorica, a ogni orpello, trascinavi ogni cosa al suo dato essenziale. Come amare questo prossimo tanto odioso? L’ultima parola del capitolo è “misericordia” e sarà questo il modo: praticare la compassione per la comune caducità. Così sia, Natalia.


