La storia di come sono diventato viticoltore
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02/27/2024
(Unsplash)
Viene una persona distinta all’obitorio e mi fa: “Non è il momento! Però sì! La salma 31 mi doveva dei soldi che gli avevo prestato”. Io: “Di che cifra stiamo parlando?”. Lui: “15 euro!”. Io: “Così pochi?”. Lui: “Sono una persona onesta!”. Io: “Va bene! Li metto di tasca mia, ecco i 15 euro”. Dopo un’oretta arriva un’altra persona: “Non per mancarle di rispetto, ma la salma 14/b mi doveva dei soldi…”. Io: “Quanto?”. Lui: “Un euro!”. Io: “Ecco due euro, tenga pure il resto”. A vedere la scena c’era un parente della salma 14/b, che fa: “Lei è un uomo molto generoso!”. Io: “Cerco di preservare il buon nome del feretro”. Lui: “Per questa sua nobiltà d’animo le intesto una tenuta nel Chianti. Sono 350 ettari”. Io: “Grazie, ma non è il caso”. Lui: “Insisto!”. Io: “Va bene, accetto!”. Così mi sono licenziato da custode dell’obitorio e adesso faccio il viticoltore. Ma rimpiango i bei tempi del via vai dei carri funebri, le partite a carte con gli estranei e il rumore delle ventole.